FOGGIA – La quinoa come possibile risposta alle sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla crescente scarsità d’acqua nel Mediterraneo. Sarà questo il tema centrale del Living Lab 2026, in programma venerdì 26 giugno, dalle ore 9 alle 13.30, presso il CREA-CI di Foggia, nell’ambito del progetto internazionale WaterMellon.
L’iniziativa, finanziata dal programma PRIMA e realizzata con la partecipazione di 20 partner provenienti da Paesi dell’Unione Europea ed extraeuropei, punta a sviluppare sistemi agricoli innovativi e sostenibili, capaci di garantire produttività e resilienza in contesti sempre più esposti a siccità e stress idrico. Tra i 19 gruppi di sperimentazione previsti dal progetto, quello di Foggia dedica particolare attenzione alla coltivazione della quinoa e alle pratiche di agricoltura conservativa.
La mattinata sarà dedicata alla presentazione delle attività di ricerca, dei risultati delle sperimentazioni in corso e delle prospettive offerte dalla quinoa, coltura originaria delle Ande che si distingue per la sua elevata adattabilità a condizioni ambientali difficili, la resistenza alla siccità e alla salinità e l’elevato valore nutrizionale.
«Il Living Lab rappresenta un importante momento di confronto tra ricerca, imprese agricole e operatori del territorio», spiega Maria Valentina Lasorella, primo ricercatore del CREA-PB. «L’obiettivo è condividere conoscenze, raccogliere esigenze dal mondo produttivo e valutare insieme le opportunità offerte da colture innovative come la quinoa».
Particolare rilievo sarà dato al modello dei Living Lab, ecosistemi collaborativi nei quali agricoltori, ricercatori, istituzioni e imprese sperimentano direttamente sul campo nuove tecnologie e pratiche sostenibili, favorendo il trasferimento dell’innovazione dalla ricerca all’attività produttiva.
«In uno scenario climatico sempre più complesso è indispensabile puntare su sistemi colturali più resilienti e su una gestione efficiente della risorsa idrica», sottolinea Michele Rinaldi, dirigente di ricerca del CREA e referente scientifico del progetto. «Le prove in campo consentono di verificare concretamente l’adattabilità della quinoa alle condizioni mediterranee e di individuare le tecniche agronomiche più efficaci».
La giornata si concluderà con una visita ai campi dimostrativi del CREA-CI, dove i partecipanti potranno osservare da vicino le sperimentazioni in corso e confrontarsi con i ricercatori sulle soluzioni più innovative per l’agricoltura del futuro.
