Cultura e territorio

Quando in Italia esistevano due "Manfredonia"

La “nostra” Manfredonia, per un certo periodo storico non è stata ‘unica’, ma esisteva in Italia una città con il suo stesso identico nome.

Adagiata nel cuore dell’entroterra siciliano ad oltre 750 metri sul livello del mare tra le province di Caltanissetta e Agrigento, l’altra Manfredonia fu fondata nel secolo XIV da Manfredi III Chiaramonte da cui appunto prese il nome.

Manfredi di Chiaramonte, come il nostro Re Manfredi di Svevia, fu un valoroso guerriero e nella ‘sua’ Manfredonia fece erigere una fortezza divenuta col tempo simbolo della città. Anche lì, però, il castello non fu terminato con Manfredi ma, ironia del destino, da angioini ed aragonesi.

Ad un certo punto, però, la Manfredonia siciliana divenne un feudo dei Lanza Principi di Trabia e mutò il suo nome in Mussomeli, nome che probabilmente richiama gli antichi insediamenti arabi del luogo.

Fra il 1364 e il 1367 Manfredi III° di Chiaramonte ottenne dal Re Federico, con regolare privilegio, la signoria di Castronovo, e quindi anche la terra e il piccolo paese di Mussomeli. Manfredi III°, divenuto signore di Mussomeli, iniziò Ia costruzione del castello e ampliò il borgo vicino, favorendo l’espansione del primitivo nucleo di abitazioni.

La terra venne allora chiamata Manfredonia, in onore del suo signore che l’aveva resa più importante. La testimonianza storica del nuovo appellativo dato alla terra è contenuta in una lettera regia del 16 novembre 1374 e nel privilegio regio del 4 gennaio 1375.
Nel 1374 il Re, accompagnato dalla Regina, dal Legato Apostolico, dallo stesso Manfredi e da numerose persone del seguito, venne a Mussomeli e vi si fermò alcuni giorni.

Manfredi, ospitò il Re e il suo seguito nel maestoso castello, che ha una struttura architettonica originale, per cui è considerato uno dei più bei castelli di Sicilia.
Invece è difficile stabilire con certezza la genesi costruttiva del castello di Manfredonia, l’impianto del nucleo interno del castello sembra ritenersi opera sveva, è anche possibile che Carlo I d’Angiò riutilizzò alcune strutture in elevazione fatte costruire dallo stesso principe svevo, Manfredi.

Le due Manfredonia convissero nella storia per un arco di tempo relativamente breve, all’incirca un secolo, a cavallo tra Trecento e Quattrocento, ma nel paese siciliano che conta oggi poco più di 10mila abitanti, tanti sono i richiami ed i rimandi al periodo ‘manfredonico’.

A cura di Ettore Braglia

Redazione

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