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Proprietà e benefici del tarassaco, “Papanonno” a chi?

Il tarassaco è conosciuto anche come dente di leone o "papanonno"

Chi di voi non ci ha mai soffiato sopra durante l’infanzia? E quanti si sono realmente chiesti da dove provenissero i cosiddetti “papanonni”? Scopriamo insieme i benefici del tarassaco.

Destinato ai soprannomi
Sappiate che il nome di questa leggerissima, candida pianta è tutto un programma.
Il tarassaco, conosciuto anche come dente di leone, dente di cane, soffione, cicoria selvatica, cicoria asinina, grugno di porco, ingrassaporci, insalata di porci, pisciacane, lappa, missinina o piscialletto, deriva dal greco  “tarakè” che significa “scompiglio, turbamento” e da “akos” che significa “rimedio”, nome che gli fu dato dagli Apotecari alla fine del Medioevo a causa delle sue proprietà medicamentose.


Principi attivi del tarassaco
I principali componenti del tarassaco comprendono alcoli triterpenici (tarasserolo), steroli vegetali, inulina (soprattutto nel lattice), principi amari (tarassacina) e sali minerali che conferiscono alla pianta proprietà amaro-toniche e digestive. Nella radice si concentra la massima quantità di principi attivi: vitamine A, B1, B2 B3, C, E, K, alfa e beta-carotene, luteina e zeaxantina, calcio, sodio, ferro, fosforo, potassio, magnesio, zinco e selenio, tannini, flavonoidi, acido caffeico e cumarico. La tarassicina, in particolare, stimola la produzione di saliva, succhi gastrici e pancreatici e bile, facilitando lo svuotamento della cistifellea, mentre l’inulina nutre la flora batterica e migliora il transito intestinale, svolgendo un’efficace ma delicata azione lassativa. L’azione drenante del tarassaco è invece data dai flavonoidi e dai sali di potassio, che agiscono a livello renale stimolando la produzione di urina e il drenaggio dei liquidi in eccesso.

Purifica fegato e reni
Le proprietà purificanti, antinfiammatorie e disintossicanti del tarassaco favoriscono l’eliminazione delle scorie (zuccheri, trigliceridi, colesterolo e acidi urici) rendendo il tarassaco una pianta preziosa in tutti i casi di insufficienza epatica, itterizia e calcoli biliari. Data l’importanza che il fegato riveste nel metabolismo glucidico, è bene rinfrescarlo periodicamente con il tarassaco: oltre a depurare fegato e reni, stimola la produzione e la circolazione della bile, attiva la secrezione di enzimi digestivi e favorisce la peristalsi intestinale, liberando l’intestino dalle scorie zuccherine e aumentandone l’espulsione attraverso le urine.

Contrasta la cellulite

Per drenare i tessuti infiltrati e tonificare gli organi emuntori, possiamo contare sul tarassaco: usato periodicamente, riequilibra la produzione ormonale, in particolare quella estrogenica, prevenendo la formazione di gonfiori e cellulite. Si assume in tintura Madre, nella dose di 40 gocce diluite in mezzo bicchiere d’acqua due volte al giorno, per cicli di 20 giorni ogni tre mesi.


Come assumerlo?
Molto diffuse e maggiormente utilizzate sono le tisane al tarassaco. Solitamente vengono preparate a partire dalla radice di tarassaco che viene bollita in acqua. La ricetta è quella di un decotto, quindi serve mettere un cucchiaio di radice essiccata e sminuzzata in 250 ml di acqua che poi verrà portata a ebollizione.


E non finisce qui. Non tutti sanno che, una volta pulito, il tarassaco può essere cucinato allo stesso modo degli spinaci e delle altre verdure a foglia verde. Il suo sapore speziato e amarognolo lo rendono adatto sia come antipasto che verso la fine del pasto.

Viene abbinato bene con altre verdure sia crude che cotte. Le foglie possono essere stufate o saltate semplicemente con olio e aglio oppure condite con succo di limone.

A cura di Dr. Sergio Valerio- Biologo Nutrizionista