FOGGIA – La vicesindaca di Foggia, Lucia Aprile, interviene pubblicamente per respingere le polemiche che in questi giorni l’hanno coinvolta, legate alla partecipazione di aziende riconducibili a persone con il suo stesso cognome a procedure pubbliche del Comune.
In un lungo messaggio, Aprile parla di una “caccia al cognome” e chiarisce di non avere alcun rapporto con molte delle persone appartenenti alla sua ampia famiglia, alcune delle quali operano nello stesso settore imprenditoriale. «Non ho contatti né interessi comuni con loro – afferma – e il fatto che un’azienda partecipi legittimamente a una gara pubblica non può essere attribuito a me solo per il cognome che porto».
La vicesindaca sottolinea inoltre la distinzione tra politica e gestione amministrativa all’interno degli enti locali. Le decisioni sugli affidamenti, spiega, spettano ai dirigenti, ai funzionari e ai responsabili del procedimento, come previsto dalle norme che regolano la pubblica amministrazione. «Se interferissi – aggiunge – violerei proprio quelle regole che ogni giorno difendo».
Aprile ribadisce di voler improntare la propria attività alla massima trasparenza, sostenendo che, se potesse farlo, escluderebbe preventivamente i propri parenti dalle gare comunali proprio per evitare qualsiasi sospetto. Tuttavia, precisa, la legge non consente interventi politici nella sfera gestionale.
Nel messaggio non manca un passaggio politico più ampio: la vicesindaca, esponente del Movimento 5 Stelle, parla di attacchi strumentali contro l’attuale amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo e sostiene che le critiche siano alimentate da chi non accetta l’applicazione rigorosa delle regole.
«Questa amministrazione – conclude – non è perfetta, ma lavora con serietà e nel rispetto della legalità. Continuerò a farlo a testa alta, senza rinnegare il cognome che porto».
