Prestito da 14mila euro trasformato in un debito da 40mila: madre e figlio arrestati per usura ed estorsione a Carapelle

CARAPELLE – Un prestito che, secondo l’accusa, si sarebbe trasformato in un incubo fatto di interessi usurari, minacce, violenze e richieste sempre più pesanti fino a pretendere la cessione dell’abitazione della vittima. Con queste accuse i Carabinieri hanno arrestato Michele Di Michele, 26 anni, titolare di un’attività di autonoleggio a Carapelle, e la madre Patrizia Balestrieri, 51 anni, fioraia nello stesso comune. Entrambi sono accusati di usura ed estorsione, mentre al giovane viene contestato anche il porto illegale di arma da fuoco. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Foggia, Odette Eronia, su richiesta della Procura. I due, assistiti dagli avvocati Francesco Americo e Gino Sauro, sono stati interrogati dal giudice.

Secondo la ricostruzione investigativa, madre e figlio avrebbero concesso a un compaesano un prestito che, tra capitale e interessi ritenuti usurari, sarebbe lievitato in pochi mesi da 14mila a circa 40mila euro. Quando il debitore non sarebbe più riuscito a far fronte alle richieste, gli indagati avrebbero preteso la cessione della casa in cui viveva come alternativa al pagamento. L’episodio più grave risale al 30 novembre 2023. La presunta vittima ha raccontato agli investigatori di essere stata attirata all’esterno di un locale di Carapelle e aggredita da Michele Di Michele, che lo avrebbe colpito al volto e al torace con il calcio di una pistola, provocandogli lesioni giudicate guaribili in circa trenta giorni. Durante l’aggressione, secondo il racconto dell’uomo, sarebbero state pronunciate ulteriori minacce, fino a prospettare l’uso dell’arma in caso di mancato pagamento.

L’uomo ha riferito di essersi rivolto al giovane nel giugno 2023 per ottenere un primo prestito di 2mila euro. In cambio avrebbe dovuto restituire, nel giro di poche settimane, 3.500 euro. Pur restituendo il capitale, non sarebbe riuscito a pagare gli interessi e, a causa delle persistenti difficoltà economiche, avrebbe chiesto ulteriori somme, fino a raggiungere un’esposizione complessiva di circa 14mila euro. Secondo la denuncia, le richieste di denaro sarebbero diventate sempre più pressanti. Anche Patrizia Balestrieri avrebbe contattato più volte la vittima, convocandola nel proprio negozio di fiori per sollecitare il pagamento. Dopo il pestaggio, la donna si sarebbe presentata a casa dell’uomo chiedendo non più la restituzione del prestito, ma 40mila euro oppure il trasferimento della proprietà dell’abitazione. L’inchiesta riguarda anche altri due presunti episodi di usura. Madre e figlio risultano indagati a piede libero per un secondo caso, relativo a un’altra persona che avrebbe ricevuto denaro in prestito ma che, durante gli accertamenti, ha escluso di aver subito minacce. Inoltre, Michele Di Michele e un altro quarantenne di Carapelle, anch’egli indagato a piede libero, sono sospettati di aver prestato 10mila euro a una terza persona pretendendo interessi mensili pari a 6mila euro. L’inchiesta è nata nell’ambito di un diverso procedimento penale, nel quale intercettazioni telefoniche avrebbero fatto emergere un presunto giro di prestiti usurari. Gli investigatori hanno quindi concentrato l’attenzione sul giovane imprenditore, individuando tre possibili vittime. Le dichiarazioni raccolte, unite agli altri elementi investigativi, hanno portato la Procura a chiedere e ottenere le misure cautelari eseguite nei confronti di madre e figlio.

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