Home»Politica»Stragi braccianti – Romano: “Conte e Salvini avrebbero potuto risparmiarsi le visite di cortesia. Lo sfruttamento si ferma con azioni concrete”

Stragi braccianti – Romano: “Conte e Salvini avrebbero potuto risparmiarsi le visite di cortesia. Lo sfruttamento si ferma con azioni concrete”

"Qualche foto scattata nelle corsie degli ospedali non può bastare a tacitare la coscienza di chi governa questo Paese."

“Qualche foto scattata nelle corsie degli ospedali non può bastare a tacitare la coscienza di chi governa questo Paese. Il Presidente del Consiglio Conte e il Ministro Salvini hanno gli strumenti per porre un argine allo sfruttamento del lavoro e quindi non ci sono alibi sui ritardi che si continuano ad accumulare”.
Lo afferma il Presidente della Commissione Sanità della Regione Puglia Pino Romano all’indomani dell’ennesima strage che ha vede tra le vittime tanti braccianti extracomunitari.
“Troppo semplice gridare allo scandalo – aggiunge Romano – e poi continuare a legittimare forme disumane di sfruttamento del lavoro. Il Ministro dell’Interno Salvini, in particolare, continua a urlare slogan razzisti per stigmatizzare la presenza di tanti extracomunitari nel nostro Paese. Poi, però, non ordina ai ‘suoi’ Prefetti di intervenire nei luoghi in cui questa povera gente che arriva dai paesi della disperazione viene ammassata peggio delle bestie per produrre reddito nelle campagne. La realtà è che gli immigrati sfruttati per tre euro all’ora nei campi fanno comodo a tutti e quindi anche il Governo fa finta di non vedere. Dove sono le forze dell’ordine? Perché si ignorano degli accampamenti da terzo mondo privi di acqua, di servizi igienici e quindi con condizioni igienico-sanitarie da terzo mondo? Come mai dalle Prefetture non vengono ordinate le immediate demolizioni di questi campi? E dove sono gli ispettori del lavoro che dovrebbero controllare e sanzionare le aziende agricole che sfruttano i lavoratori di colore in questo modo ignobile? La realtà – conclude Romano – è che le urla razziste di Salvini servono unicamente a ghettizzare ancora di più gli extracomunitari presenti nel nostro paese, a farli vivere nel sommerso, a farli divenire preda facile per sfruttatori del lavoro nero. Anzi, nerissimo. Voglio fare un solo esempio: quando lo Stato decise, nel 2000, di cancellare il contrabbando di sigarette, l’allora ministro dell’Interno Bianco diede vita all’operazione Primavera. Fu passata al setaccio e bonificata la Puglia, con arresti, sequestri di mezzi, immobili e attività imprenditoriali. Oggi potrebbe accadere la stessa cosa, cancellando in un solo colpo lo sfruttamento del lavoro in Puglia e restituendo legalità e dignità ai lavoratori, siano essi italiani o extracomunitari. Basta volerlo. Ma forse il punto è proprio questo”.

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