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Riconosciuta la Rete Aeroportuale Pugliese, ma il Gino Lisa?

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministro dell’Economia e delle Finanze ha riconosciuto la Rete Aeroportuale Pugliese, ma il Gino Lisa è ancora lontano; riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa del comitato "Vola Gino Lisa"

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministro dell’Economia e delle Finanze ha riconosciuto la Rete Aeroportuale Pugliese, ma il Gino Lisa è ancora lontano; riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa del comitato “Vola Gino Lisa“.

La “montagna” ha partorito “due topolini”

Il primo è la Determina dirigenziale del 28 marzo 2018, che, dopo 6 mesi, in esecuzione di quanto disposto con DGR 1590/17 conferisce ad Aeroporti di Puglia Spa l’incarico di redigere, di concerto con le Sezioni Regionali Protezione Civile e Infrastrutture per la Mobilità, 2 “studi” ( ancora ! ) riguardo: 1) il potenziamento infrastrutturale dell’Aeroporto di Foggia sia per le esigenze di mobilità dei cittadini sia per costituirne un centro strategico e polo logistico della Protezione Civile regionale; 2) i costi di funzionamento dell’aeroporto di Foggia a supporto della procedura Sieg ovvero altro regime di aiuto comunitario. Alla Determina è allegato uno schema di convenzione tra Regione Puglia e Aeroporti di Puglia della durata di 120 giorni (4 mesi dalla sottoscrizione), tempo evidentemente assegnato per la stesura della relazione.

L’altro successo di AdP e della Regione Puglia è il più importante decreto datato 22 gennaio 2018 del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministro dell’Economia e delle Finanze che riconosce la rete aeroportuale pugliese, la prima in Italia. Il 3 aprile, in pompa magna, il Presidente della Regione Puglia e l’intero staff direttivo di Aeroporti di Puglia Spa hanno annunciato la nascita di questa rete ponendola come una conquista per tutti gli scali pugliesi. Abbiamo ascoltato e riascoltato le dichiarazioni dei protagonisti, specie dopo aver letto accuratamente le carte e, come ormai d’abitudine, ci si sono appalesate tutte le contraddizioni e le incongruenze fra l’enfasi delle ottimistiche dichiarazioni e i contenuti dei testi a cominciare dal tempo per la realizzazione dell’allungamento della pista: con l’ottimismo di rito 1 anno e mezzo, realisticamente 4 mesi per lo studio, poi il progetto, poi il parere sul progetto da parte dell’ ENAC, sempre che non sollevi eccezioni o altre esigenze procedurali, poi gli espropri, la gare d’appalto.

E la conferenza di servizio

Per fortuna, in merito, qualcuno ha pensato bene di impugnare il provvedimento di archiviazione e forse, sempre grazie a quel qualcuno, almeno i tempi della conferenza di servizi saranno salvi (capito Franchini: “bisogna chiudere ancora la conferenza dei servizi”). In pratica c’è la concreta possibilità che il Governo Emiliano non veda neanche l’inizio dei lavori. Poi, da quanto detto dai protagonisti, con questo Decreto – fermo restando l’adozione di un sistema tariffario uniforme – dovrebbe cambiare il sistema di rendicontazione aeroportuale con l’abolizione di alcuni impegni formali specifici riguardanti i singoli aeroporti, accorpando il tutto in atti unici.

Assolutamente necessaria chiarezza e trasparenza

Sempre nel decreto, si narra dell’istruttoria su un piano industriale aggiornato dalla società Aeroporti di Puglia Spa, citato proprio con nota del 3 aprile 2017, n. 33913, in base al quale l’Enac ha espresso parere favorevole sulla designazione della rete aeroportuale pugliese. Di questo piano e dei suoi contenuti, essenziali per avere contezza delle previsioni di sviluppo del sistema e dei singoli scali non c’è traccia nei siti istituzionali, salvo sviste. In ultimo appare conflittuale lo studio conferito ad Aeroporti di Puglia Spa con le dichiarazioni rese dagli stessi protagonisti in conferenza stampa circa la possibilità di riattivare voli civili, almeno nell’immediata realizzazione dell’opera.

Fatto questo che, a dire del Presidente, inevitabilmente si porrebbe in divergenza con l’opzione Sieg attuata o che si intenderà attivare proprio con lo spostamento della sede regionale della protezione civile. Alla luce di questi dubbi ricordiamo che abbiamo chiesto, fin dall’inizio dell’annuncio del famoso atto di indirizzo, che venisse salvato il progetto iniziale già approvato, indispensabile per la possibilità di utilizzare lo scalo come infrastruttura per la mobilità.

Fatto che abbiamo ribadito anche all’incontro/scontro di dicembre. Purtroppo la determina e la stessa conferenza di ieri riaprono solo quegli oscuri aspetti, già evidenziati, ponendoci nuovamente in uno stato di allerta generale. Ribadiamo, pertanto, l’importanza del nostro ricorso amministrativo, depositato al Tar e la necessità che il Presidente Emiliano dica finalmente quando avrà termine questa vertenza con la stessa solerzia con cui ha annunciato l’inizio e la fine dei lavori di potenziamento dell’aeroporto madre (7 giorni). Non possiamo, in conclusione, accogliere queste novità come un passo in avanti, visto che l’aspetto tariffario non tocca la realtà di uno uno scalo tuttora inattivo, malgrado gli impegni assunti da AdP nella storica, ineludibile, convenzione quarantennale sottoscritta con l’ENAC e visto che la qualifica nazionale non aggiunge nulla di più allo stato di stallo attuale della vertenza.

Così ci permettiamo di suggerire al Presidente Emiliano di far seguire alla determina e alla conferenza quel passaggio sostanziale di trasferimento degli uffici della protezione civile regionale, fatto questo che non dovrebbe essere connesso in alcun modo al procedimento di allungamento della pista, tanto più che è ben noto ai tecnici che la pista attuale è già idonea, così com’è, ad assicurare l’ attività dei mezzi aerei di soccorso antincendio.

Presidente Comitato Vola Gino Lisa
Avv. Maurizio Antonio Gargiulo

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