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Restituire un futuro ai centri del Gargano Nord

Continua l’iniziativa della Confederazione Nazionale dell'Artigianato (CNA) per il recupero ambientale dell’area dei "Laghi di Puglia" nel Nord del Gargano

Continua l’iniziativa della Confederazione Nazionale dell’Artigianato (CNA) riguardo il recupero ambientale dell’area dei “Laghi di Puglia”; riunione tra la delegazione CNA Foggia, il Sindaco di Lesina Pasquale Tucci e l’Assessore Regionale all’Urbanistica per esaminare la situazione del Piano di Interventi di Recupero Territoriale (PIRT) in merito alla predisposizione e messa in opera di un programma d’area integrato (PDA) allo scopo di incrementare l’attrattività e la competitività del sistema territoriale dei laghi del Gargano.

CNA Foggia inoltre intende farsi promotrice di una programmazione unitaria tra i comuni del Nord Gargano per individuazione un complesso di interventi finalizzati alla valorizzazione dell’area che non gode di buona salute economica causa marginalità territoriale, economica o sociale, e per via della presenza di aree urbane che necessitano assolutamente di interventi rilevanti di riqualificazione e di recupero. Azioni queste che necessitano di una coordinazione tra i soggetti pubblici e privati nonché l’impiego di strumenti finanziari diversificati.

8 comuni: 1.002,34 kmq e 60.000 abitanti

L’iniziativa coinvolge 8 comuni, tutti interessati dalla presenza dei Laghi: Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Lesina, Poggio Imperiale e San Nicandro Garganico, Apricena e di Vico del Gargano. Una superficie territoriale di 1.002,34 kmq per una popolazione superiore ai 60.000 abitanti, area che seppure turistica è in pieno declino demografico: scarsa propensione all’innovazione, crisi dei settori economici tradizionalmente forti (pesca, agricoltura ed edilizia),scarsa capacità attrattiva che ha favorito il degrado e l’abbandono di risorse uniche, sono tutti fattori che hanno portato queste zone alla situazione attuale. Con questa iniziativa CNA Foggia si propone una sfida: restituire un futuro a quest’area.I Centri Del Gargano Nord

La sfida: rifunzionalizzazione urbana e di utilizzo del territorio

Quello del Gargano rappresenta uno dei territori più belli della nostra regione, caratterizzato da un’elevata presenza di laghi e gli attuali indici socio-economici di marginalità, che lo portano ad essere considerato una periferia per l’assenza di adeguate infrastrutture che ne permetterebbero la fruizione e la valorizzazione, non sono più tollerabili. L’impresa non è delle più facili perché, se per alcuni dei Comuni interessati si pone il problema di affrontare i limiti infrastrutturali che rendono di difficile utilizzo anche quei servizi essenziali come sanità, scuola, mobilità (Comuni di Cagnano Varano, Ischitella, Carpino, Vico del Gargano), per gli altri si tratta in sostanza di applicare un sistema di rifunzionalizzazione urbana e di utilizzo del territorio: un esempio lampante è l’economia ittica di Lesina che è oggi è pari ad un terzo di quella che era vent’anni fa.

San Nicandro Garganico invece affronta una crisi agricola non indifferente così come lo è per l’edilizia attualmente in crisi in tutti i comuni interessati; ne sanno qualcosa ad Ischitella perché l’assenza di infrastrutture ha indebolito l’attività manifatturiera.

La proposta di CNA per rilanciare l’economia

CNA ha una proposta per tutto questo, cioè rilanciare l’economia a partire da un forte cambiamento, attrezzare i laghi di Lesina e Varano come forti attrattori turistici con la finalità di destagionalizzare la fruizione turistica, promuovendo mutamenti di qualità nella pesca, nell’agricoltura, nell’edilizia, nella manifattura, nella valorizzazione del territorio. L’intera area va ripensata e rifunzionalizzata, compreso l’insediamento abusivo di Schiapparo- Torre mileto ( PIRT). Un incentivo anche per gli investimenti privati.

Al centro dell’iniziativa vi sono anche i centri storici. Fra questi in primis quelli di San Nicandro Garganico, Cagnano Varano e Vico del Gargano; tutti necessitano di una valorizzazione dal punto di vista sismico e turistico. Nell’area delle cave di marmo di Apricena poi va messa a sistema la viabilità lenta tra i due laghi (ciclabile dei laghi, regolamento di navigazione con l’istituzione di punti di attracco) e strutturata l’impiantistica sportiva in acqua (canottaggio, canoe, vela). Il CNA non dimentica poi le pinete costiere, da mettere a sistema gli attrattori culturali ed ambientali con la creazione di poli specializzati nei singoli Comuni (Museo etnografico della pesca, museo archeologico, museo della cultura contadina, museo della pietra) e con il pieno coinvolgimento delle agenzie culturali e scientifiche locali.

Anche se i comuni hanno lavorato in questi anni, non hanno ottenuto grandi successi. Questo perché – secondo il CNA – sono mancati interlocutori istituzionali di area vasta ma soprattutto è mancato un programma organico e d’ambito con al centro il valore ambientale di questo specifico territorio (il territorio dei laghi è a più alta presenza di biodiversità in Puglia), la sua infrastrutturazione slow, un salto di qualità nella gestione delle risorse, una adeguata attenzione alle risorse anche immateriali (la cultura lagunare ha qui le sue radici) ed una vera condivisione di obiettivi tra gli enti ed il mondo delle imprese”.

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