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Post Referendum: tendenze di voto a Foggia e in provincia

Un'analisi del comportamento degli elettori di Capitanata, dal Gargano passando per i Monti Dauni per arrivare fino al confine con la BAT.

Nonostante quasi ventiquattro ore siano ormai trascorse dalla chiusura ufficiale dei seggi e altrettante dalla conferenza a Palazzo Chigi di Matteo Renzi con la quale, di fatto, è stata decretata la vittoria schiacciante del NO (a cui hanno avuto seguito le dimissioni del Premier) la sbornia da competizione non è ancora passata. Quello che conta però è analizzare il comportamento degli aventi diritto al voto e , per avere un riscontro più vicino al nostro, quello degli elettori di Capitanata, dal Gargano passando per i Monti Dauni per arrivare fino al confine con la BAT.

Dai dati intermedi dell’affluenza al voto (alle 19:00:57,2%) in tutta Italia si iniziavano a respirare le prime certezze per gli ottimisti e i primi dubbi per gli scettici (le elezioni non sono una scienza esatta ma è comunque oggetto di calcolo di probabilità) : le teorie pre-referendum che leggevano in una maggiore affluenza una vittoria netta del fronte del NO stavano prendendo forma per poi completarsi quando il premier Matteo Renzi ha indetto una conferenza a Palazzo Chigi con la quale ha ammesso la sconfitta e dichiarato la caduta del governo. La sconfitta è stata clamorosa:  59,11% No contro 40,89% SI.

Analizzando i dati elettorali viene fuori un resoconto per certi versi previsto e per altri fuori da qualunque altra aspettativa: il NO si può dire che ha vinto uniformemente da Nord a Sud tranne nel Trentino e nella maggior parte dei territori di Toscana ed Emilia Romagna. La conferma della vittoria è arrivata dal meridione ed in particolar modo dalle isole, Calabria e Puglia: in quest’ultima nel capoluogo di Foggia e provincia il rifiuto alla riforma è stato espresso con  picchi ben oltre il 70%.

Infatti a Foggia il NO ha vinto col  71% contro il 29% a conferma dei dati delle precedenti elezioni comunali(con trionfo del centrodestra) e soprattutto del lavoro svolto sia dalla parte dissidente del PD pugliese rappresentata,per il territorio di Foggia, dall’ex sindaco Gianni Mongielli sia della crescita del Movimento Cinque Stelle . Gli estremi invece sono stati raggiunti entrambi sul Gargano : Peschici è stato il comune dove il SI ha subito la sconfitta più pesante  (23,84%) mentre  Rignano Garganico l’unico comune di provincia dove gli elettori hanno premiato il tentativo di riforma (55,14%). Fanno riflettere i dati di Candela ( 45,54% SI- 54,46% NO) dove ci si aspettava una sconfitta più larga a seguito del doppio mandato del sindaco di centrodestra Gatta mentre viene confermato il risentimento di Cerignola dopo anni di governo del centrosinistra (38,33% SI-61,675).

Ciò che ha vinto al di là del risultato discusso da ambo le parti è l’affluenza alle urne: poche sono state le volte in cui si è raggiunto e superato il dato quella della giornata del 4 Dicembre.

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