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Sanità, Peppino Longo: «Dubbi sul declassamento dell’ospedale di San Giovanni»

Il vicepresidente del Consiglio della Regione Puglia, Peppino Longo, esprime i suoi dubbi sul declassamento dell'Ospedale di San Giovanni Rotondo, «una tra le più efficienti strutture ospedaliere della Puglia e dell’intero Mezzogiorno».

«Il piano di riordino ospedaliero non è un capriccio, ma un obbligo di legge che però deve essere affrontato nell’ambito di un progetto condiviso, scevro da approcci ideologici e da inutili, quanto dannosi, tentativi critici dal forte sapore propagandistico ed elettoralistico», è quanto sottolinea in una nota il vicepresidente del Consiglio della Regione Puglia, Peppino Longo, a commento del nuovo progetto che prevede il “taglio” dei pronto soccorso che non superano i 20mila accessi l’anno e che verranno trasformati in punti di Primo intervento territoriale (Ppit).

«Sebbene siamo di fronte a sacrifici che colpiranno tanto le popolazioni residenti quanto il personale – aggiunge Longo – deve essere sottolineato come finalmente c’è un progetto ampio di organizzazione e razionalizzazione dei presidi, che punta nella direzione del rafforzamento della medicina territoriale. Però la prudenza in materia di assistenza sanitaria non è mai troppa e per questo, rese note quelle che appaiono come linee guida adesso occorre un confronto franco e leale per analizzare le varie situazioni e condividerne, approfondendoli, i provvedimenti definitivi. Personalmente, per esempio, penso al declassamento del pronto soccorso a dipartimento di primo livello dell’ospedale di San Giovanni Rotondo: è vero che all’atto pratico cambierà poco o nulla, ma è altrettanto vero che stiamo parlando di una tra le più efficienti strutture ospedaliere della Puglia e dell’intero Mezzogiorno che, soprattutto nei mesi estivi copre da sola un territorio interessato da milioni di presenze turistiche».

«Insomma – l’ho detto e lo ripeto – l’obiettivo, salvaguardando i conti, deve essere esclusivamente quello di trasformare quest’azione, dolorosa ma inevitabile, in una opportunità e punto di ripartenza per una sanità più equa, più efficace e realmente in grado di far fronte alle necessità territoriali della nostra regione, agendo contemporaneamente sulla riduzione delle liste di attesa», conclude Longo.

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