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Landella: La questione immigrazione va gestita con un patto tra Stato, Regioni e Comuni

Il primo cittadino invoca l'aiuto dello Stato

Dure le parole di Franco Landella, presente alla conferenza ANCI che si è tenuta a Roma.
Il servizio sul Cara di Borgo Mezzanone da parte di un inviato della testata “L’Espresso” ha fatto traboccare un vaso già più che colmo soprattutto dopo gli anni di disagio dei cittadini a causa della difficile situazione del quartiere ferrovia.
E cosi il primo cittadino di Foggia ha alzato la voce richiedendo l’intervento di tutti gli organi istituzionali a cominciare dallo Stato.

Ecco le parole del sindaco, affidate ai social

Nella riunione svolta a Roma all’ANCI (l’associazione nazionale dei comuni italiani) si è parlato della questione relativa all’immigrazione, che può essere gestita attraverso un patto per l’accoglienza che coinvolga Stato, Regioni, Comuni e mondo del volontariato per superare l’emergenza che riguarda profughi e migranti.
Nel CARA e nei dintorni di Borgo Mezzanone c’è una situazione “esplosiva”. Non solo ce lo raccontano i reportage giornalistici ma anche le recenti inchieste partite dal ministero degli Interni, considerando che oltre alle circa 1500 persone richiedenti asilo presenti all’interno della struttura, ce ne sono altre 1000 che hanno creato un ghetto sulla pista dell’aeroporto dismesso ed un’altra piccola baraccopoli costituita da cittadini bulgari. Molti di loro si riversano in città; rovistano tra i cassonetti della spazzatura, svuotando i bidoni di rifiuti che poi è difficoltoso raccogliere manualmente a terra, o stazionano ai semafori e fuori dai supermercati chiedendo l’elemosina. Una convivenza che crea disagio anche tra i cittadini foggiani, soprattutto nel quartiere “Ferrovia” dove si registra una massiccia presenza di stranieri e dove fino ad oggi non c’è stata nessuna integrazione. Una condizione che ci vede costretti a pattugliare la zona attraverso l’impiego di agenti della polizia municipale, nonostante la sicurezza non sia un tema di stretta pertinenza delle Amministrazioni comunali.
Questo modo errato di fare “accoglienza” può essere superato attraverso la semplificazione delle procedure di esame delle domande di asilo e l’accelerazione dei tempi, e con l’approvazione da parte della Camera del disegno di legge, fermo da un anno, sui minori stranieri non accompagnati, che pesano in modo insostenibile nei bilanci comunali. Per il Comune di Foggia la spesa per i minori stranieri non accompagnati che devono essere ospitati nelle strutture di accoglienza gestite dall’Amministrazione comunale è di quasi mezzo milione di euro. Una somma ingente che per un Comune alle prese con un Decreto Salva Enti non potrà più essere sopportata.

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