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La crisi può diventare un’opportunità, anche per il settore pubblico dei Giochi

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi: è questa una delle più note frasi di Albert Einstein. Secondo lo scienziato infatti è nei momenti di difficoltà che nasce l’inventiva e che si creano nuove strategie e opportunità. E chissà se questo pensiero può essere applicato al gioco d’azzardo, che sta vivendo un periodo con qualche piccolo intoppo e ostacolo.

In questo momento si deve cogliere la palla al balzo, intravedendo le occasioni più importanti e utili. Il governo ha più volte parlato di una riorganizzazione e di un riassetto dell’intero comparto. Questo potrebbe ovviamente servire per risolvere le molte storture e le imprecisioni dell’attuale regime di mercato. Difficile però immaginare che ci sia un cambiamento di approccio da parte dell’esecutivo. Il divieto totale di ogni forma di pubblicità sembra essere solo il primo passo di un restringimento delle maglie e di una politica a ispirazione fortemente proibizionista. Resta da chiedersi questo a cosa porterà.

È ovviamente impossibile eliminare del tutto l’offerta del gioco legale in Italia, anche perché questo finirebbe irrimediabilmente per favorire la diffusione e il proliferare dell’illegalità.  L’esecutivo non può però non tenere conto dell’entrate erariali che arrivano dal gioco d’azzardo, che costituiscono una vera e propria linfa vitale per le casse dello Stato. In questo scenario, che appare sempre più in costante mutamento, l’industria non potrà rimanere immobile né tanto meno divisa al suo interno. L’obiettivo dovrebbe essere quello di costruire un nuovo modello di gioco pubblico, che punti a rispondere alle nuove esigenze di sostenibilità e alle sensibilità che vengono manifestate sul territorio. Non è qualcosa di semplice, ma da qualcosa bisognerà pur partire. Insomma, occorre mettere in pratica quell’inventiva e quella strategia di cui parlava Einstein.

In conclusione, si può dire che si possono prendere come esempio gli altri Paesi, dove suona decisamente un’altra musica. Infatti, tutti i mercati hanno ormai aperto all’azzardo. Si pensi ad esempio agli Stati Uniti, da sempre contrari al gioco online, che stanno introducendo proprio ora un’offerta di gioco di Stato, o gli altri paesi del Sud America, che hanno già aperto le porte al gaming o lo stanno facendo in questi mesi. Insomma, la spinta proibizionista sembra non dare i suoi frutti., nemmeno nella lotta alle dipendenze.

Ed è anche di questo che si è discusso a Malta durante la 12esima edizione dell’Easg Conference, che ha riunito i maggiori esperti in Europa di gioco e dipendenze. L’obiettivo era quello di approfondire il tema della protezione dei consumatori e affrontare le prossime sfide. Si è parlato però anche del Decreto Dignità e dei suoi contenuti, visto che la conferenza biennale è basata sul finanziamento proveniente dalle società di gioco, che non potrà a questo punto arrivare dall’Italia, proprio per via del decreto. Insomma, la crisi c’è. Resta solo da capire come affrontarla e superarla.

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