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Quattro chiacchiere con Rosa Menga

Giovanissima, eppure già ai piani alti della politica: Rosa Menga, deputata del Movimento Cinque Stelle. Ecco cosa ci ha raccontato

Giovanissima, eppure già ai piani alti della politica: Rosa Menga, deputata del Movimento Cinque Stelle. Ecco cosa ci ha raccontato a proposito del suo mandato

Subito dopo le elezioni dello scorso marzo, avevamo avuto il piacere di conoscere più da vicino Rosa Menga, la giovane foggiana che, sorprendendo tutti, ha vinto alle elezioni con un’elevata percentuale.

A distanza di qualche mese, ecco cosa ci ha raccontato degli esordi del suo mandato e delle sue speranze per il futuro.

“A quattro mesi dall’inizio del tuo mandato, un primo bilancio di questa esperienza?”

“Difficile definirla con un solo aggettivo. Sicuramente la prima cosa che mi viene da dire è che sia un immenso privilegio. Dalla candidatura a soli 25 anni nel collegio uninominale della mia città, alla vittoria con oltre 53.000 voti e quasi il 45% delle preferenze, a queste ultime settimane in cui mi divido tra le concitate attività a Montecitorio e le corsie d’ospedale, tra il lavoro da parlamentare e quello di giovane medico, è stato un continuo apprezzare la grandissima opportunità che gli elettori mi hanno dato con il loro voto, il 4 marzo scorso. L’emozione più intensa rimane quella che provo non quando metto piede in Aula, ma quando ne esco e posso tornare in strada, in piazza, ovunque ci siano cittadini da ascoltare. La fiducia riposta in me è stata grande, come sono grandi adesso le aspettative. Questo senso di responsabilità mi impone di far tanto, e di far bene.”

Intervista a Rosa Menga
Intervista a Rosa Menga

“Hai già portato a casa qualche soddisfazione?”

“Tutte le soddisfazioni che il Movimento 5 Stelle si è saputo conquistare in questi 4 mesi sono anche le mie: abbiamo iniziato con l’elezione di Roberto Fico a Presidente della Camera dei Deputati, siamo poi riusciti a scrivere un contratto di governo, unico nella storia della nostra Repubblica, che finalmente ha consentito alle grandi questioni da affrontare di fare un passo avanti e ai politici (e politicanti) di fare un passo indietro, e ora, nei primi 100 giorni di quel che amiamo definire il Governo del Cambiamento, abbiamo abolito i vitalizi degli ex deputati e stiamo per assestare un duro colpo al precariato, alle imprese che delocalizzano all’estero dopo aver incassato aiuti di Stato e alla piaga del gioco d’azzardo, tutti punti fortemente voluti da Luigi di Maio nel suo Decreto Dignità, che entro questo messe dovrebbe essere votato alla Camera.

Sono soddisfazioni mie, perché ritengo che debbano esserle per tutti i cittadini italiani.

A titolo personale, infine, posso aggiungere con un pizzico d’orgoglio che in tempi brevi dovrei depositare la prima proposta di legge a mia prima firma, che coniugherà il mio attuale impegno per le Forze Armate in Commissione Difesa con la tutela dei diritti dei disabili, tema che ho sempre avuto a cuore.”

“Come sei arrivata dalla medicina alla politica? Come si coniugano i due percorsi?”

“La mia, forse, è una storia atipica. Non mi sarei mai vista nelle vesti di deputata, fino ad un anno fa. Ma, più mi confrontavo con i giovani sulle incertezze che poteva riservare il futuro in Italia, specialmente al Sud, per la nostra generazione, più ascoltavo le storie di vita dei miei pazienti e i problemi dei malati, che troppo spesso restano inascoltati o irrisolti, più scoprivo nell’esercizio della mia professione le falle del nostro Servizio Sanitario, più sentivo che non potevo e non volevo restare a guardare. Ho sempre pensato, come molti purtroppo, che la politica fosse lontana dai cittadini. Ma la vera svolta è stata quando ho capito che era ora che fossero i cittadini ad avvicinarsi alla politica. Com’è il detto? Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto! Questa prospettiva inedita mi ha cambiata, mi ha fatto scoprire il Movimento 5 Stelle e mi ha consentito di essere, oggi, una cittadina-membro del Parlamento Italiano.”

“Quali obiettivi ti auspichi di raggiungere, entro la fine di questo percorso politico?”

“Già solo realizzare quanto abbiamo scritto nel nostro contratto di governo sarebbe più che sufficiente! Potrei solo aggiungere il sincero auspicio, anzi, più che un auspicio è forse un sogno, di vedere tra 5 anni un’Italia un pò più soddisfatta dei suoi rappresentanti al Governo. Un Paese in cui ci siano più lavoratori e più appagati, più onesti e più premiati, più sicurezza per i cittadini e per le Forze dell’Ordine stesse, più inclusione sociale e più diritti. Un Paese… A 5 Stelle.”

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