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Referendum, Cusmai: “Salva la Costituzione che resta sempre attuale e amata”

“Una vittoria netta che ha dimostrato la grande voglia di partecipazione degli italiani": il commento di Rosario Cusmai, vicepresidente della Provincia di Foggia, all'indomani dell'esito del referendum.

“Una vittoria netta che ha dimostrato, da un lato, la grande voglia di partecipazione degli italiani e, dall’altro, come la nostra Costituzione sia ancora oggi amata nella sua essenza originale, quella voluta dai nostri padri costituenti”. E’ quanto afferma il vicepresidente della Provincia di Foggia, Rosario Cusmai, all’indomani della vittoria del No al referendum costituzionale di domenica 4 dicembre.

“I numeri di questa vittoria ci ripagano del grande lavoro svolto in questi mesi assieme ai tanti amici, agli amministratori e sindaci del territorio e alle forze civiche che, trasversalmente, hanno abbracciato questa nobile causa, ai quali desidero rivolgere un caloroso ringraziamento per il grande impegno profuso in questa difficile campagna referendaria. Una riforma che avrebbe abbattuto i ‘costi della democrazia’ – che non sono certo paragonabili ai cosiddetti ‘costi della politica’ – poiché avrebbe ulteriormente impedito ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti in Senato, come già accade da 10 anni per i due rami del Parlamento, a causa dell’attuale legge elettorale che non prevede la possibilità di esprimere preferenze.”

“Motivazione più che valida, assieme a molte altre, per bocciare senza appello una riforma che non era certo figlia di un percorso politico e istituzionale condiviso – prosegue il vicepresidente della Provincia di Foggia -. Ora dobbiamo ripartire dalla volontà popolare, che si è nettamente espressa nelle urne, e soprattutto dal grande segnale lanciato da un’Italia tutt’altro che distaccata dalla politica, ma che pretende di partecipare, di scegliere e di essere parte attiva dei processi di trasformazione del Paese. A partire da una riforma della legge elettorale che ristabilisca il diritto di eleggere in Parlamento rappresentanti che siano l’espressione diretta della volontà popolare e non più delle segreterie di partito”, conclude Rosario Cusmai.

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