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Comune di Foggia, Amorese sbotta: “Non esiste nessuna ordinanza contro i locali etnici”

Il Comune non può emettere una simile Ordinanza

Nelle scorse ore, si sono sovrapposte voci discordanti su una non precisata Ordinanza volta alla chiusura delle attività etniche, in particolar modo nella zona del Quartiere Ferrovia. A mettere ordine è l’assessore alle Attività Economiche Amorese che dice:

“Leggo con stupore dichiarazioni circa una non meglio precisata volontà dell’Amministrazione comunale di emanare un’Ordinanza attraverso la quale disporre, nella nuova Isola pedonale di via Lanza, che ‘i tanti locali sfitti non siano affidati a rivenditori di chincaglieria e kebab vari’. In via preliminare è opportuno precisare che nessuna richiesta di questa natura è stata formulata al Comune. Ed anche qualora questa istanza venisse avanzata non potrebbe in alcun modo essere accolta, per il banale motivo che non esiste una norma che conferisca ai Comuni la discrezionalità di stabilire quali attività commerciali possano insediarsi né a chi debbano essere fittati locali privati. In questo senso ciò che avviene nel ‘Quartiere Ferrovia’ non rientra neppure lontanamente nella competenza dell’Amministrazione comunale. Nel caso in cui il Governo in carica dovesse promuovere una legge finalizzata ad assegnare ai Comuni il potere di decidere a chi destinare locali sfitti e quali esercizi commerciali possano essere aperti, l’Amministrazione comunale valuterebbe il da farsi. Ad oggi, però, una norma del genere semplicemente non esiste, dunque più che ignorate sono letteralmente infondate richieste del genere, passate o future.

Appaiono quindi incomprensibili polemiche di questa natura, di cui ignoriamo le reali finalità proprio per il loro essere sprovviste di qualunque cornice normativa ed amministrativa. Rispetto al tema della chiusura degli esercizi commerciali nell’area a ridosso della stazione ferroviaria, voglio poi ricordare che l’Amministrazione comunale in carica aveva avanzato l’ipotesi di introdurre una defiscalizzazione per coloro i quali avessero scelto di insediare la propria attività in quella zona. Un’ipotesi, tuttavia, impedita dai vincoli cui il Comune è sottoposto per la sua adesione al ‘Decreto Salva Enti’.


Siamo attenti ed abbiamo a cuore le sorti del ‘Quartiere Ferrovia’, come dimostrato dalla presenza che ogni giorno il Corpo di Polizia Locale assicura, dalle numerose operazioni interforze disposte all’esito delle riunioni tenute in Prefettura, di cui l’Amministrazione comunale è stata tra i promotori, e dall’incremento della videosorveglianza della zona.
Questi sono i fatti. Chiari ed inequivocabili. Ogni contributo alla discussione è utile e positivo. A patto che si muova su presupposti fattibili e non faccia riferimento a competenze che non esistono. Proprio in questo senso la minaccia di ‘alzare i toni’ è decisamente inopportuna e fuori luogo, soprattutto perché riferita a richieste del tutto infondate”.

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