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Referendum costituzionale, il primo comitato per il NO è a Cerignola

«Vogliamo fermare la deriva autoritaria del Premier Renzi che, con una maggioranza illegittima alla Camera dei deputati dichiarata dalla Corte costituzionale, e con l’aiuto di alcuni transfughi del centrodestra al Senato, vuole cambiare l’assetto istituzionale parlamentare», spiega Soccorsa Chiarappa, di Forza Italia

Il primo Comitato per il No alla riforma della Costituzione voluta dal governo Renzi è stato costituito, in provincia di Foggia, a Cerignola, e farà parte di quello più ampio nazionale voluto da Renato Brunetta con Fratelli d’Italia e Lega Nord.

«Vogliamo fermare la deriva autoritaria del Premier Renzi che, con una maggioranza illegittima alla Camera dei deputati dichiarata dalla Corte costituzionale, e con l’aiuto di alcuni transfughi del centrodestra al Senato, vuole cambiare l’assetto istituzionale parlamentare», spiega Soccorsa Chiarappa, di Forza Italia, nominata responsabile del Comitato NO di San Severo e Nord Capitanata dal presidente Marco Trombetta, di Cerignola. «Quello che balza immediatamente agli occhi, leggendo la riforma, è lo strapotere che si concede all’unica Camera legiferante con il premio di maggioranza assegnato dalla nuova legge elettorale l’Italicum. Il Senato perde ogni potere, diventa una finta camera delle Autonomie e una fotocopia delle Assemblee regionali. A questo punto: un solo ed ulteriore centro di spesa pubblica. Questo non vuol dire che non vogliamo un ammodernamento del nostro Stato, ma se lo si deve fare lo si deve fare bene e con un ampio consenso parlamentare, dato che la Costituzione è un patrimonio a garanzia di tutti».

«Una giusta soluzione – ragiona la Chiarappa – poteva essere un punto d’incontro tra la riforma del Pdl del 2005, la risoluzione definitiva delle competenze concorrenti tra Stato e Regioni, ed una parte della riforma Renzi attuale. In conclusione: un maggior dialogo politico. La fretta fa pensare che dietro ci sia qualcuno, ancora una volta i burocrati europei che spingono per un esecutivo italiano snello e facilmente controllabile, sottratto al controllo del popolo italiano».

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