Pino Campagna compie 70 anni: “La vita è come il bowling, si vince solo dopo aver abbattuto i birilli”

FOGGIA – In occasione del suo 70esimo compleanno Pino Campagna è stato intervistato dal Corriere del Mezzogiorno. Non festeggerà il suo compleanno a Foggia ma a Milano, dove vive da trent’anni: «Con la mia famiglia e una partita a bowling — racconta — perché la vita è come il bowling: se fai strike hai vinto, ma prima devi abbattere i birilli, le difficoltà».

Nell’intervista Campagna ricorda gli inizi difficili: la gavetta, le porte chiuse, le notti passate in metropolitana a Roma. Prima della comicità, sognava la musica: «Cantavo Matteo Salvatore, il poeta contadino di Apricena. Nei giardinetti di piazzale Italia suonavo Hotel California, che da noi diventava Hotel CaliFoggia.» campagna ricorda poi le tappe della sua carriera: il debutto televisivo nel 1988 con Gegè Telesforo in “Doc” su Rai Due, successivamente i primi incontri con Renzo Arbore e, poco dopo, l’approdo da Pippo Baudo a “Gran Premio”. Ma la consacrazione arrivò nel 2003 con Zelig, dove fu il primo pugliese chiamato da Gino e Michele, tre anni prima di Checco Zalone: «Da lì nacque il papy ultras, ispirato ai miei figli e al loro linguaggio diretto e ironico».

Campagna non risparmia critiche ai comici di oggi: «Zelig era la Champions League del cabaret. Ora molti saltano la gavetta e si limitano a postare su TikTok: quando li vedi dal vivo capisci che manca qualcosa». Il comico foggiano parla anche del chiarimento con Pio e Amedeo: «All’inizio ci fu un’incomprensione, poi una stretta di mano durante un Foggia-Lecce ha rimesso tutto a posto». Oggi Campagna guarda avanti, con un nuovo spettacolo teatrale e la gioia dei suoi tre nipotini. «Il mio strike più grande? Il monologo sui dialetti pugliesi, dieci milioni di visualizzazioni. Potrei vivere in Australia, ma nel cuore avrò sempre la mia terra: la Puglia».

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