FOGGIA – La chiusura parziale di Piazza Cavour per circa tre settimane ha acceso il dibattito in città. Da una parte le proteste di residenti, commercianti e automobilisti per i disagi legati alla limitazione dell’accesso a uno dei luoghi simbolo del centro cittadino; dall’altra la difesa dell’amministrazione e degli organizzatori che ricordano l’eccezionalità dell’evento in programma il prossimo 20 giugno.
Al centro della vicenda c’è la rappresentazione dell’“Andrea Chénier”, capolavoro del compositore foggiano Umberto Giordano, inserita nel cartellone del GIO Festival e destinata a trasformare Piazza Cavour in un grande teatro all’aperto.
Le operazioni di allestimento richiedono tempi lunghi e una complessa organizzazione logistica. Per trasferire a Foggia le scenografie storiche provenienti dal Teatro alla Scala saranno necessari circa quindici autoarticolati provenienti da Milano. Proprio l’arrivo e il montaggio delle imponenti strutture hanno reso necessaria la chiusura di parte della piazza con largo anticipo rispetto alla data dello spettacolo.
L’evento rappresenta un caso praticamente unico nel panorama culturale nazionale. Il Teatro alla Scala, infatti, realizza fuori dalla propria sede soltanto poche produzioni straordinarie ogni anno, generalmente legate a importanti ricorrenze istituzionali o a collaborazioni di particolare prestigio. A Foggia non arriveranno orchestra e coro del teatro milanese, ma il celebre allestimento scenico firmato dal regista Mario Martone, uno dei più apprezzati della storia recente dell’opera.
La componente musicale sarà invece affidata all’Fondazione Teatro Petruzzelli, con orchestra e coro diretti dal maestro Gianna Fratta.
È proprio questo intreccio tra eccellenze culturali a rendere l’appuntamento straordinario: da un lato le scenografie originali nate per il Piermarini di Milano, dall’altro le forze artistiche pugliesi impegnate a rendere omaggio al più celebre compositore foggiano nella sua città natale.
Resta però il malcontento di una parte della cittadinanza, che giudica eccessivo il periodo di chiusura della piazza e chiede maggiori informazioni sui tempi e sulle modalità degli allestimenti. Per altri, invece, il sacrificio temporaneo della viabilità è ampiamente giustificato dalla portata dell’evento, destinato a portare Foggia al centro dell’attenzione culturale nazionale.
Il 20 giugno Piazza Cavour si trasformerà così in un grande palcoscenico sotto le stelle per un’opera che, oltre a celebrare Umberto Giordano, rappresenta una delle più ambiziose iniziative culturali mai realizzate in città negli ultimi anni.
