FOGGIA – Si aprirà il prossimo 2 luglio davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Foggia il procedimento nei confronti di Tariq El Mefeddel, il 46enne di origine marocchina accusato dell’omicidio dell’ex compagna Hayat Fatimi, la cuoca 46enne uccisa nell’agosto 2025 nel centro storico del capoluogo dauno.
La gup Cecilia Massarelli ha fissato l’udienza preliminare accogliendo la richiesta dei pubblici ministeri Vincenzo Maria Bafundi e Pietro Iannotta. Per l’imputato l’accusa è di omicidio volontario aggravato, reato per il quale rischia la condanna all’ergastolo.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna sarebbe stata raggiunta sotto la propria abitazione, nei quartieri Settecenteschi di Foggia, nella notte tra il 6 e il 7 agosto 2025, e colpita più volte con un coltello dall’ex compagno. Dopo il delitto l’uomo si sarebbe allontanato dalla città, venendo rintracciato e arrestato il giorno successivo a Roma.
Nel fascicolo dell’accusa figurano anche contestazioni relative a presunti atti persecutori, minacce, pedinamenti e appostamenti che avrebbero preceduto l’omicidio, creando nella vittima un costante stato di paura e costringendola a modificare le proprie abitudini di vita.
La Procura contesta inoltre diverse aggravanti, tra cui la premeditazione, la crudeltà, i futili motivi, il legame sentimentale con la vittima e l’aver agito approfittando di condizioni che ne avrebbero limitato le possibilità di difesa. Nel procedimento risultano persone offese sette familiari di Hayat Fatimi.
Tra gli elementi acquisiti dagli inquirenti vi sarebbe anche un messaggio vocale che l’uomo avrebbe inviato dopo l’aggressione, nel quale avrebbe affermato che, qualora la donna fosse sopravvissuta, sarebbe tornato “per finire il lavoro”.
