Nell’udienza preliminare si è svolta questa mattina, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Foggia, Roberta Di Maria, ha ammesso al rito abbreviato Mirko Tammaro, il ventiseienne reo-confesso dell’omicidio di Andrea Gaeta, avvenuto a Orta Nova, nel settembre scorso. La famiglia della vittima non si è costituita parte civile. «I miei clienti – spiega l’avvocato Michele Sodrio – mi hanno chiesto espressamente di desistere da qualsiasi costituzione di parte civile, perché nessuna giustizia terrena potrà restituire loro Andrea, che era un figlio amatissimo dai suoi genitori e un fratello altrettanto amato». Gli stessi parenti, a detta di Sodrio, «hanno tenuto a sottolineare che nessun avvocato sarà presente quale loro difensore, per cui il processo si svolgerà senza la presenza dei familiari come parti offese».
Andrea Gaeta era figlio del presunto boss Francesco, detto “spacca palline”, ritenuto dagli inquirenti al vertice dell’omonimo clan Gaeta vicino alla batteria criminale foggiana dei Moretti. Un mese dopo l’omicidio di Andrea Gaeta il padre di Tammaro è stato a sua volta assassinato con sei colpi di pistola. Per l’uomo, che non ha precedenti penali, sono stati inutili i soccorsi prestati dal personale del 118. Una evidente vendetta.
