ROMA – Puntare su qualità, tracciabilità, sostenibilità e capacità di fare sistema per rafforzare la presenza dell’olio extravergine d’oliva italiano sui mercati internazionali. È il messaggio emerso dal convegno “Olio Evo 2030 – Diplomazia del gusto e nuove rotte globali”, promosso al Senato dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Gisella Naturale.
L’iniziativa ha riunito esperti, rappresentanti del settore e istituzioni per individuare le strategie più efficaci a sostegno dell’export dell’olio evo 100% made in Italy, in una fase segnata dalle difficoltà strutturali del comparto olivicolo nazionale.
Nel suo intervento, la senatrice Naturale ha evidenziato la necessità di sostenere i produttori italiani attraverso incentivi, cooperazione e aggregazione delle filiere, superando la frammentazione che spesso limita la capacità di rispondere alla domanda internazionale. Fondamentale anche il rafforzamento delle etichette, della tracciabilità e della valorizzazione delle produzioni interamente italiane.
Tra i temi affrontati, il ruolo del marketing e dello storytelling territoriale per trasformare l’olio extravergine da semplice commodity a prodotto ad alto valore aggiunto. Secondo gli esperti intervenuti, i mercati con le maggiori prospettive di crescita per l’evo italiano sono Nord America, Germania, Francia e Regno Unito, dove i consumatori mostrano crescente attenzione verso qualità, sostenibilità, autenticità e benefici salutistici.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle opportunità offerte dalla finanza agevolata, alle certificazioni di qualità, all’oleoturismo e alla valorizzazione delle indicazioni geografiche, considerate strumenti strategici per aumentare la competitività delle aziende italiane sui mercati esteri.
Dal confronto è emersa una linea condivisa: per affrontare le sfide globali e consolidare la leadership del made in Italy serve una filiera più forte, organizzata e capace di raccontare al mondo il valore culturale, territoriale e nutrizionale dell’olio extravergine italiano.
