Nasce a Lucera il comitato cittadino per il NO al referendum costituzionale

L’iniziativa è aperta a tutte le realtà della società civile

Nasce a Lucera il Comitato cittadino per il NO al referendum costituzionale, una nuova realtà civica che si pone l’obiettivo di promuovere informazione, confronto pubblico e mobilitazione in vista del referendum costituzionale e, nei prossimi mesi, della campagna referendaria sui temi della giustizia.

Il Comitato nasce con una vocazione ampia, plurale e trasversale: è aperto a tutte le realtà della società civile, alle associazioni, alle forze politiche democratiche e ai singoli cittadini che intendano partecipare attivamente, offrendo un contributo alla costruzione di un fronte consapevole e determinato per il NO. L’intento è organizzare, coordinare e sostenere sul territorio tutte le iniziative di sensibilizzazione a difesa dei principi costituzionali.

I promotori del Comitato considerano l’esito del referendum di importanza cruciale per il futuro della democrazia italiana. La cosiddetta riforma Nordio, mettendo a repentaglio l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, incide sul delicato equilibrio dei poteri disegnato dai Costituenti e rischia di compromettere uno degli architravi fondamentali dell’ordinamento repubblicano.

«Il nostro impegno per il NO – afferma il presidente del Comitato cittadino, Giuseppe Trincucci – nasce dalla convinzione che ci troviamo di fronte a una riforma pericolosa, che colpisce i principi cardine della Costituzione e rimette in discussione la separazione tra potere esecutivo e potere giudiziario. Non siamo di fronte a un intervento tecnico, ma a una scelta politica che tende a indebolire l’indipendenza della magistratura e ad aprire la strada a un suo possibile condizionamento da parte del potere politico».

Secondo il Comitato, si tratta inoltre di una riforma inutile e sbagliata, perché non affronta i problemi reali della giustizia italiana. «In primavera – prosegue Trincucci – non saremo chiamati a votare per una maggiore efficienza del sistema giudiziario, né sulla separazione delle carriere, già di fatto introdotta con la legge Cartabia. Ci troviamo invece davanti a un disegno politico più ampio che, insieme alla proposta di premierato, punta a concentrare il potere nelle mani dell’esecutivo, riducendo progressivamente i contrappesi e i meccanismi di controllo previsti dalla Costituzione».

Il Comitato si è costituito ufficialmente il 18 gennaio, quando i promotori si sono incontrati presso Palazzo D’Auria II, ospiti del segretario della sezione ANPI di Lucera, Giuseppe Trincucci. All’iniziativa hanno aderito con entusiasmo l’ANPI, la CGIL, l’Auser e altre realtà associative e civiche del territorio.

Nei prossimi giorni il Comitato auspica l’adesione di ulteriori organizzazioni che, anche a livello nazionale, hanno già espresso una chiara posizione a sostegno del NO, affinché tale impegno trovi una traduzione coerente e visibile anche sul piano locale. Il tavolo resta aperto alle forze politiche democratiche del territorio, alle associazioni e ai singoli cittadini che intendano impegnarsi in prima persona.

«La battaglia referendaria – conclude Trincucci – non è una questione di appartenenza, ma di responsabilità costituzionale. Difendere l’equilibrio dei poteri significa difendere la qualità della nostra democrazia. Per questo il Comitato nasce come uno spazio inclusivo, ma anche esigente, che chiama tutti a una scelta chiara e trasparente».

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