Morte di Sadam Houssain, Flai Cgil: «Borgo Mezzanone non può più essere un luogo di morte»

FOGGIA – La morte del 32enne pachistano Sadam Houssain, ritrovato senza vita nel bagagliaio della sua auto dopo essere scomparso il 4 agosto, riaccende i riflettori sulle condizioni di vita e lavoro nel ghetto di Borgo Mezzanone.

La Flai Cgil Puglia e Foggia, con i segretari Antonio Ligorio e Giovanni Tarantella, chiede alle istituzioni di passare dalle dichiarazioni ai fatti, sollecitando un piano concreto per il superamento della baraccopoli.

Il sindacato contesta il mancato coinvolgimento delle organizzazioni dei lavoratori nel percorso quinquennale annunciato per il superamento del ghetto e chiede chiarezza sulle risorse finanziarie, a partire dai 200 milioni di euro del Pnrr destinati agli insediamenti dei lavoratori agricoli. «Un orizzonte a cinque anni senza risorse certe non è un piano: è un rinvio», sottolineano Ligorio e Tarantella, chiedendo un confronto con i sindacati, finanziamenti certi, tempi definiti e interventi per garantire dignità, diritti, integrazione e condizioni abitative adeguate ai braccianti. «La dignità di Sadam e di tutti i braccianti di Borgo Mezzanone non si difende con le dichiarazioni sui social. Servono scelte concrete, risorse e una strategia».

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