Morte dell’operatore Amiu, FP CGIL Foggia: «Serve chiarezza, mai aperto il confronto sul rischio caldo»

FOGGIA – La FP CGIL esprime profondo cordoglio per la morte di Leonardo Di Tuccio, l’operatore ecologico dell’Amiu Foggia deceduto mentre era in servizio, manifestando vicinanza alla famiglia e ai colleghi.

Il sindacato sottolinea che sarà compito della magistratura e degli organi competenti accertare le cause del decesso e verificare se le elevate temperature abbiano avuto un ruolo nella tragedia. Allo stesso tempo, richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione per tutelare i lavoratori esposti alle ondate di calore.

La FP CGIL ricorda di aver inviato già il 17 giugno una nota alle aziende del settore, allo SPESAL della ASL, all’Ispettorato del Lavoro e ai sindaci della provincia, chiedendo l’applicazione delle disposizioni previste dall’ordinanza regionale sullo stress termico e dal Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tra le proposte avanzate figuravano la rimodulazione degli orari di lavoro con l’anticipazione dei turni alle prime ore del mattino o nelle fasce serali, la sospensione delle attività più gravose durante le ore più calde nei giorni classificati a rischio elevato dalla piattaforma Worklimate, il controllo dell’efficienza degli impianti di climatizzazione dei mezzi aziendali e la distribuzione di acqua e integratori ai lavoratori.

Secondo il sindacato, mentre alcune aziende del territorio avrebbero avviato un confronto sulle misure da adottare, Amiu Foggia non avrebbe ancora convocato il tavolo sindacale richiesto per discutere gli interventi straordinari necessari a fronteggiare l’emergenza caldo.

«Oggi non è il momento di trarre conclusioni affrettate o alimentare polemiche – afferma la FP CGIL – ma è indispensabile fare piena luce sull’accaduto. L’organizzazione sindacale assicura che seguirà con attenzione gli accertamenti, collaborando con gli organi di vigilanza affinché vengano chiarite le cause della tragedia e la sicurezza dei lavoratori dell’igiene urbana diventi una priorità concreta e non più rinviabile».

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