BOLOGNA – Resta in carcere Klajdi Mjeshtri, il 28enne buttafuori albanese condannato in primo grado a 12 anni di reclusione per la morte di Giuseppe Tucci, il vigile del fuoco 34enne originario di Foggia e in servizio a Rimini. Il giudice per le indagini preliminari di Rimini, Vinicio Cantarini, ha respinto la richiesta di sostituire la detenzione con gli arresti domiciliari e l’applicazione del braccialetto elettronico.
Una decisione in linea con il parere del pubblico ministero Davide Ercolani, che si era opposto sottolineando «la gravità inaudita della condotta omicidiaria». Per l’accusa, l’imputato – condannato con rito abbreviato per omicidio preterintenzionale – avrebbe dimostrato una totale incapacità di autocontrollo, nonostante ricoprisse il ruolo di addetto alla sicurezza del locale. Attualmente detenuto nel carcere di Pesaro, il 28enne potrebbe tuttavia beneficiare di una riduzione della pena prevista dalla riforma Cartabia: in assenza di appello, lo sconto di un sesto porterebbe la condanna da 12 a 10 anni.
Per i familiari di Giuseppe Tucci, che avevano già espresso amarezza per la condanna di primo grado, l’evoluzione giudiziaria rappresenta un passaggio cruciale in una vicenda che continua a suscitare profondo dolore e indignazione.
