Morte caporalmaggiore Positano in Afghanistan, due condanne in Appello dopo 16 anni

FOGGIA – A distanza di sedici anni dalla tragedia arriva una nuova decisione della giustizia sulla morte del caporalmaggiore dell’Esercito Francesco Saverio Positano, deceduto il 23 giugno 2010 durante una missione in Herat, in Afghanistan.

La Corte d’Appello di Roma ha condannato due militari a 2 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio colposo: l’ufficiale comandante del plotone e l’autista del mezzo blindato coinvolto nell’incidente. La sentenza modifica in parte quanto stabilito nel primo grado dal Tribunale di Roma, che nel dicembre 2023 aveva condannato il comandante a tre anni e mezzo, assolvendo invece l’autista.

Secondo la ricostruzione emersa nel processo, il caporalmaggiore Positano morì durante un’attività operativa quando fu travolto e schiacciato dalla ruota di un mezzo blindato Buffalo. I giudici hanno individuato responsabilità legate al mancato rispetto delle procedure di sicurezza: l’autista avrebbe lasciato il veicolo con il motore acceso senza adeguati controlli, mentre il comandante non avrebbe impedito al militare di scendere dal mezzo in condizioni di rischio.

La decisione della Corte d’Appello arriva al termine di un lungo percorso giudiziario avviato dai familiari del militare pugliese, che per anni hanno chiesto di chiarire le circostanze della morte. La sentenza rappresenta un passaggio importante in una vicenda che ha segnato profondamente la comunità di San Severo e l’intera provincia di Foggia.

Francesco Saverio Positano, che aveva 29 anni, era in servizio nel contingente italiano impegnato nella missione internazionale in Afghanistan. La sua morte avvenne durante un’operazione non legata ad azioni di combattimento, ma a un incidente avvenuto nel corso delle attività operative della missione.

Dopo il verdetto d’appello, il procedimento potrebbe ora proseguire con un eventuale ricorso in Corte di Cassazione.

Exit mobile version