BARI – Dopo il nodo delle liste d’attesa, la Puglia affronta un altro storico problema della sanità: la mobilità passiva, ovvero il flusso di pazienti che scelgono di curarsi fuori regione, con un impatto pesante sui conti pubblici.
L’obiettivo è contrastare e regolamentare l’uscita dei pazienti pugliesi verso altre realtà sanitarie, fenomeno che – secondo quanto evidenziato – sarebbe talvolta incentivato anche da strutture del Centro-Nord presenti sul territorio pugliese.
Un primo accordo è stato già raggiunto con la Basilicata, mentre intese analoghe sono in fase di definizione con l’Emilia-Romagna e altre regioni. L’obiettivo è contenere la spesa che nel 2024 ha raggiunto quota 240 milioni di euro, somma versata dalla Regione per coprire le cure ricevute dai propri cittadini in altri territori.
La strategia punta quindi a rafforzare la rete sanitaria regionale e a disciplinare i flussi, nel tentativo di ridurre i cosiddetti “viaggi della speranza” e alleggerire un esborso economico sempre più rilevante. (Foto https://trendsanita.it/indoor-tracking-in-ambito-ospedaliero)
