Cultura e territorio

Maurizio Mazza: la passione per la storia foggiana prima di tutto

Giornalista, Avvocato, Presidente e Direttore. Originario di Napoli, ma foggiano d'azione, lavorò per la rinascita del Museo Civico di Foggia.

“L’avvocato si piegò immediatamente per trascinare da sotto il mobile una di queste iscrizioni per mostrarmela […] nel mentre il suo abito scuro si era impolverato parecchio. Ma lui non se ne curò. La passione per le testimonianze della nostra storia veniva prima di tutto”. Si chiude così un’articolo del 2016 pubblicato dalla “Gazzetta del Mezzogiorno” in ricordo di Maurizio Mazza, ex Direttore del Museo Civico di Foggia fino al 1984, in occasione del cinquanterario dalla sua riapertura.

Nell’articolo si ricostruisce il primo incontro diretto di Carmine De Leo, colui che divenne il futuro Presidente degli “Amici del Museo”, con il direttore.

Per Carmine si fanno sempre più emozionanti i ricordi di quel primo giorno in cui, a soli 15 anni, spinto dalla curiosità di vedere i reperti di “San Lorenzo in Carminiano”, sito archeologico che era solito raggiungere in sella alla sua bici, decise di visitare anche il Museo Civico di Foggia.

Una volta giunto lì, venne indirizzato presso Direttore, il quale con entusiasmo gli mostrò un’epigrafe funeraria, proveniente da quell’area archeologica, commemorativa della morte di un liberto.

Quell’incontro segnò il giovane De Leo, appassionato studioso e cultore di storia locale, determinando una svolta nella sua vita.

Maurizio Mazza, già ampiamente noto come giornalista, divenne Direttore del Museo nel 1959, incaricato dall’allora Sindaco di Foggia, Vittorio de Miro d’Ajeta, allo scopo di restituire ai foggiani la struttura-cardine dell’identità territoriale di Capitanata.

L’azione di un uomo di cultura come Mazza non fu, dunque, limitata alla sola ed intensa attività giornalistica e al suo “Il Gazzettino Dauno”, fondato a Foggia nell’immediato dopoguerra ed edito per ben cinquant’anni.

Idealmente ancora legato alla sua Napoli, fu corrispondente della gloriosa testata de “Il Mattino” e fu per decenni Presidente dei giornalisti di Capitanata.

Tuttavia, un’ulteriore grande sforzo, grande lavoro e grande passione profusi, portarono finalmente il 29 Aprile del 1966 alla riapertura del Museo Civico, alla quale prese parte anche l’allora Presidente del Consiglio, l’onorevole Aldo Moro, affiancato dal Sindaco, l’avv. Carlo Forcella e la professoressa Pina Belli D’Elia.

Tra i promotori della riapertura del Museo di Foggia anche l’avvocato Maurizio Mazza, indimenticabile figura di studioso ricordata dai foggiani per il grande impegno profuso nella rinascita e valorizzazione del museo.

“A lui si deve, infatti, il lungo ed appassionato lavoro di riordino e di preparazione del materiale che portò poi alla sospirata riapertura nel 1966” così come testimoniato in un lavoro curato dalla dott.ssa Gloria Fazia.

Il Museo Civico di Foggia muove i suoi primi passi dall’antica Biblioteca Comunale sorta nel 1834 per poi nascere ufficialmente a partire dal 1931, quando venne affidato a Rodolfo Santollino l’incarico di organizzare il “Museo delle Tradizioni Popolari” e la Pinacoteca Comunale.

Tuttavia, fu il taglio inaugurale del 66′ a determinare l’inizio di un lungo percorso che avrebbe portato una struttura fatiscente e abbandonata ai fasti attuali. Ciò fu reso possibile grazie anche all’opera meritoria e competente di Gloria Fazia, succeditrice di Mazza nell’esperienza dirigenziale dell’attività museale.

Il Museo, infatti, a seguito della sua temporanea chiusura per via delle ingenti distruzioni causate dai bombardamenti aerei del conflitto bellico, necessitava ora di un meticoloso lavoro di ripristino delle sue sale, mancanti peraltro di strutture espositive, e di recupero degli ambienti del primo piano, dando inizio ad una conta dei danni prodotti dai tragici avvenimenti della seconda guerra mondiale.

Le condizioni dell’edificio e dei beni conservati, infatti, erano in pessimo stato. L’anno successivo, nel 1967, il Museo ospitò nuovamente il Presidente del Consiglio Aldo Moro, accompagnato dal nuovo Sindaco, l’avv. Vittorio Salvatori, il prefetto Di Caprio e l’on. Giuntoli per l’inaugurazione della nuova Sala dedicata a “Umberto Giordano”, con Mazza presente sempre in qualità di Direttore.

Il Museo ebbe così modo di ripartire, grazie all’operato di Maurizio Mazza, nonchè dei suoi tanti collaboratori che si sono a lui affiancati nel costante lavoro di ricostruzione, tra cui ne citiamo solo alcuni: Michele e Pina d’Elia dell’allora Sovrintendenza ai Beni Artistici della Puglia, il pittore Vittorio Tamaglio, l’arch. Rodolfo Petracco e Aldo Salvini, i quali tutti insieme sono riusciti a risollevare una struttura in condizioni pietose e disastrose.

Ma fu solo negli anni 70′ che ebbe il suo definitivo rilancio con rassegne, convegni, presentazione di libri, visite guidate ed una serie di iniziative di grande interesse didattico-formativo che ridiedero animo, dignità e vita al patrimonio artistico-culturale della Daunia.

Il lavoro di M. Mazza fu di grande impulso alla cultura e all’arte cittadine, il quale se ne occupò dal dopoguerra fino agli inizi degli anni 90′, senza soluzione di continuità.

Cinque mesi dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1995, gli ambienti del Museo Civico vennero inaugurati a suo nome, ad “imperitura memoria”, con una sala a lui dedicata.

L’intitolazione della nuova “Sala Mazza” del Museo Civico fu resa possibile, su proposta di G. Fazia, seguita dal consenso dell’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Paolo Agostinacchio.

I foggiani ricordano ancora oggi con orgoglio il napoletano, ma foggiano d’adozione, Maurizio Mazza, figura di grande spessore culturale che ha rappresentato per molti un maestro di giornalismo e soprattutto di vita. 

Il suo notevole impegno dirigenziale, assieme a quello della dottoressa Gloria Fazia, attuale direttrice, è valso a dare alla città un punto di riferimento obbligato per la formazione delle nuove generazioni, che potranno approfondire le loro ricerche anche attraverso le antiche vestigia.

(Fonte: “Maurizio Mazza tra cultura e giornalismo al servizio della città” di Massimo Mazza)

Noemi Di Leva

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