FOGGIA – Mentre il maltempo continua a mettere in ginocchio la Capitanata, con esondazioni, allagamenti e danni ingenti a famiglie e imprese, la politica si divide e si accende lo scontro tra maggioranza e opposizione. Sullo sfondo, però, resta una realtà evidente: i cittadini affrontano l’emergenza tra disagi e paura, mentre il dibattito istituzionale rischia di trasformarsi in propaganda.
A intervenire è la senatrice del Movimento 5 Stelle, Gisella Naturale, che esprime forte preoccupazione per la situazione nel Foggiano, dove è stato richiesto lo stato di calamità naturale. “Siamo di fronte a territori ad alto rischio idrogeologico – sottolinea – colpiti da esondazioni e allagamenti che stanno mettendo in difficoltà soprattutto il comparto agricolo, già duramente provato”. Naturale punta il dito contro il Governo, accusato di aver ridotto le risorse per la manutenzione del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico. Tagli che, secondo la senatrice, avrebbero contribuito a rallentare interventi fondamentali, proprio mentre l’emergenza climatica rende sempre più frequenti eventi estremi. A supporto delle sue tesi, richiama anche dati allarmanti: gran parte dei comuni italiani è esposta a rischio frane o alluvioni, con milioni di cittadini potenzialmente coinvolti.
Di segno opposto l’intervento del deputato foggiano di Fratelli d’Italia, Giandonato La Salandra, che annuncia un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza sulla gestione delle risorse destinate alla manutenzione dei corsi d’acqua, con particolare attenzione al torrente Cervaro. L’obiettivo, spiega, è verificare eventuali ritardi o responsabilità a livello locale che possano aver aggravato gli effetti del maltempo. La Salandra rivendica inoltre l’impegno del Governo sul territorio, citando la proroga dell’assegnazione di personale dei Vigili del Fuoco a Foggia come segnale concreto di attenzione e supporto operativo in una fase critica.
Due letture opposte della stessa emergenza: da un lato la denuncia dei tagli e dei ritardi a livello nazionale, dall’altro la richiesta di verifiche sull’operato degli enti locali e la difesa delle misure adottate dall’esecutivo. Nel mezzo, però, resta una provincia duramente colpita, con infrastrutture fragili, campagne allagate e intere comunità alle prese con disagi quotidiani. Ed è proprio questo il punto su cui cresce il malumore: mentre la politica si confronta – e si scontra – sulle responsabilità, molti cittadini percepiscono una distanza tra le dichiarazioni e i problemi reali.
L’emergenza maltempo, ancora in corso, ripropone così una questione più ampia: la necessità di passare dalle parole ai fatti, dalla polemica alla programmazione, in un territorio che da anni convive con fragilità strutturali e che oggi più che mai chiede risposte concrete.
