Cultura e territorio

Maina: il famoso panettone "Piano piano. Buono buono" ha origini foggiane

Foggia – Il Natale è alle porte e si iniziano ad acquistare i primi dolci natalizi. Non possono mancare, come ogni anno, panettoni e pandori, re indiscussi delle feste e squisiti doni da portare ad amici e parenti prima di iniziare lunghe nottate all’insegna di spumante e tombolate. Forse, però, non tutti sanno, che un famoso panettone affonda le sue radici in provincia di Foggia, stiamo parlando del panettone Maina e del suo legame con la famiglia Di Gennaro, originaria di Troia.

Tutto inizia nella cittadina di Troia, tra i Monti Dauni, quando il troiano Angelo Di Gennaro, ha deciso, come tanti altri meridionali, di emigrare al nord, trasformandosi nel pioniere di un’affascinante storia familiare, che dalla Puglia ha portato con sè il sogno di realizzare un importante complesso industriale.

Le radici pugliesi hanno sempre accompagnato la famiglia Di Gennaro, anche quando si avvertiva la mancanza di casa e del calore della propria città natale, tra la nebbia e il freddo di Torino.   Verso la metà degli anni ’50, in pieno boom econimico, Angelo Di Gennaro insieme alla moglie Elena, ai figli maschi Antonio e Bruno, e agli altri fratelli e sorelle, Michele, Maria Rosa e Franca, decide di trasferirsi in una delle città che all’epoca rappresentavano il triangolo industriale italiano.

Nella città della Mole Antonelliana, fu Bruno a scrivere la prima pagina della storia aziendale della famiglia Di Gennaro, quando, dopo aver trascorso qualche anno da semplice apprendista all’interno del piccolo laboratorio di pasticceria Maina, nel 1964 decide di rilevarlo insieme ai suoi fratelli e sorelle.

Dopo qualche anno la famiglia Di Gennaro incontra la famiglia Brandani, ed è da questo fortunato sodalizio che la Maina diventa quello che è tutt’oggi. Da questa unione la Maina si trasforma in una vera e propria industria.

La famiglia Di Gennaro decide infatti di rinnovare le strutture e i macchinari, optando anche per una scelta coraggioosa, ossia abbandonare la produzione di biscotti, savoiardi e fette biscottate, per specializzarsi solo nella produzione di paste lievitate, puntando tutto sui panettoni.
Una scelta azzardata, ma vincente. Nel 1989 Maina diventa la prima azienda italiana a produrre il Pandoro e a dedicarsi, quindi, sesclusivamente ai dolci delle ricorrenze, come appunto panettori e pandori, e colombe pasquali.

Maina è conosciuta oggi in tutto il mondo, è un’azienda tecnologica ed automatizzata, ma non dimentica mai da adove è partita, ossia dalle dorate colline del Tavoliere delle Puglie. Dalla provincia di Foggia, la famiglia Di Gennaro ha portato con sè in tutti questi anni le ricette della tradizione culinaria e cerca di trasmettere la sua “pugliesità” nei suoi famosissimi prodotti.

“In Maina passato e presente convivono armonicamente – afferma Antonio Di Gennaro in un’intervista al quotidiano online Affaritaliani.it –  tra le pagine di quella che resterà anche in futuro una storia “bifamiliare”, scritta a più mani e coniugando slanci di passione, mosse oculate, serietà e rispetto per il ruolo nevralgico di ciascun collaboratore.   Una storia che guarda avanti, seguendo i tempi della tradizione. Perché ‘Piano piano. Buono buono’ non è solo il nostro claim pubblicitario, ma la nostra filosofia di vita“.

Fonte: Affaritaliani.it

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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