È una giornata significativa per la città di Lucera, che torna a concentrarsi su una delle sue ferite urbane più longeve: l’ex complesso del Sant’Anna, affacciato su Piazza Duomo. Dopo anni di dibattiti e rallentamenti, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Pitta imprime un’accelerazione concreta alla vicenda, avviando una nuova fase operativa che punta alla definitiva messa in sicurezza e, successivamente, al recupero dell’edificio storico.
A sancire questo passaggio è stato il sopralluogo ispettivo programmato dal Ministero della Cultura, sollecitato dal Comune a seguito delle reiterate segnalazioni sulla gravità delle condizioni dell’immobile. All’interno della struttura sono entrati, nella mattinata odierna, i tecnici comunali insieme al RUP ingegner Palmieri, ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, ai Vigili del Fuoco, alla Polizia Locale e ai rappresentanti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, tra cui il dottor Italo Muntoni, accompagnato da collaboratori ministeriali. La proprietà dell’immobile, la società GNG, è stata informata e invitata a partecipare con un proprio tecnico.
L’accesso all’edificio rappresenta un punto di svolta rispetto ai mesi scorsi, quando un primo tentativo di ispezione si era fermato a una semplice ricognizione esterna per l’impossibilità di entrare nella struttura. In quell’occasione, infatti, la proprietà non aveva consentito l’accesso dal retro di via Pietro d’Angicourt. La situazione si è sbloccata grazie all’intervento dell’autorità giudiziaria, che ha autorizzato l’ingresso anche con modalità coattive. Tuttavia, non è stato necessario forzare l’accesso: il lucchetto presente risultava essere quello installato durante i recenti lavori di recinzione, e l’ingresso è avvenuto regolarmente sotto la supervisione dei Vigili del Fuoco e alla presenza delle forze dell’ordine.
Il sopralluogo arriva dopo una prima fase di interventi già eseguiti dal Comune, avviata lo scorso 13 marzo, quando – dopo oltre vent’anni di attese – sono partiti i lavori di messa in sicurezza. L’ente ha infatti attivato la procedura di “ripristino in danno” nei confronti della proprietà privata, ritenuta inadempiente. Nei mesi scorsi sono state effettuate operazioni di sanificazione dell’area, insieme all’installazione di una nuova palizzata in legno e di mantovane di protezione per evitare la caduta di detriti. Interventi necessari per garantire la sicurezza pubblica, costati circa 50 mila euro e destinati a essere recuperati rivalendosi sui proprietari.
Il prossimo passo, alla luce delle risultanze tecniche del sopralluogo, sarà l’affidamento della progettazione esecutiva per la messa in sicurezza statica dell’edificio. Un passaggio fondamentale che, una volta completato, consentirà la rimozione dei puntelli e la restituzione completa di Piazza Duomo alla città, liberandola da una criticità che dura da oltre vent’anni.
Parallelamente, resta aperto il fronte amministrativo e giuridico. L’assessore al Patrimonio, Sefora Tetta, ha avviato un approfondimento sull’intera vicenda, ipotizzando che la titolarità dell’immobile dovesse rimanere pubblica e mettendo in discussione la validità delle compravendite avvenute dal 2002 in poi. Un nodo complesso, che richiederà con ogni probabilità un intervento chiarificatore da parte del Ministero.
Intanto, il Comune guarda avanti e conferma la volontà di proseguire senza esitazioni. In bilancio risultano disponibili ulteriori risorse, per oltre 400 mila euro, destinate al comparto e potenzialmente utilizzabili per le fasi successive dell’intervento.
L’obiettivo resta quello di restituire dignità e sicurezza a uno dei luoghi simbolo del centro storico, chiudendo definitivamente una vicenda che per troppo tempo ha segnato il volto della città.
