Neanche Germano Benincaso sarebbe riuscito a scrivere uno sketch comico-teatrale in vernacolo lucerino migliore di quello andato in scena ieri sera in Piazza Duomo a Lucera.
Durante il comizio di presentazione della coalizione “Noi per Lucera“, guidata dal candidato sindaco Vincenzo Checchia per le amministrative del 24 e 25 maggio, è intervenuto sul pick-up, a guisa di palcoscenico, anche l’attuale consigliere regionale Antonio Tutolo, candidato anch’egli al Consiglio comunale con la compagine civica.
Tra gli argomenti sviscerati da quest’ultimo, è stata menzionata anche la controversa questione del bando relativo al partenariato speciale pubblico-privato per la gestione della Fortezza sveva-angioina e dell’Anfiteatro augusteo, indetto il 12 marzo scorso, a circa due mesi dalle elezioni, con tempi di scadenza per l’invio delle candidature piuttosto brevi, rischiando di favorire soltanto chi aveva già un progetto pronto e, inevitabilmente, penalizzare tutti gli altri, limitando di fatto la possibilità di partecipazione.
Inizialmente erano previsti appena 15 giorni per la presentazione delle proposte, poi posticipati fino al 10 aprile scorso, in seguito alla rimostranza cittadina e alla proroga al 30 aprile dei termini del bando regionale di riferimento PR Puglia 2021–2027, che finanzia progetti finalizzati alla valorizzazione e all’innovazione dei luoghi culturali pubblici non statali in Puglia e assegna punteggi premiali a chi dispone già di un accordo di partenariato attivo con un soggetto privato. Difatti, l’intento dell’Amministrazione Pitta è quello di accedere a finanziamenti regionali fino a 5 milioni di euro per interventi sull’anfiteatro romano.
Tutolo, armato di microfono, ha chiesto apertamente all’Amministrazione di sospendere la procedura comparativa per l’affidamento dei monumenti, evidenziando un lapalissiano «conflitto di interessi», quasi un «do ut des», così da lui definito, ossia «un sostegno politico in cambio di una concessione».
Effettivamente, il procedimento per il PSPP è stato avviato dopo che il Comune di Lucera ha ricevuto, verso la fine del febbraio scorso, una proposta progettuale dalla cooperativa di comunità Lux Cereris, il cui suo movimento civico SìAmo Lucera (che altro non è che una ramificazione dell’associazione sul piano politico) è una delle otto liste che sosterranno la candidatura del sindaco uscente Giuseppe Pitta.
Tra la folla astante nel Salotto di Pietra, oltre ai sostenitori tutoliani, ai soliti detrattori e a qualche competitor, era presente anche Gianni Finizio, presidente della cooperativa in esame e candidato consigliere con la lista summenzionata, che, evidentemente indispettito, ha deciso di avvicinarsi al camioncino bianco e interrompere continuamente l’arringa di Tutolo, cercando in tutti i modi di replicare, maldestramente, alle presunte accuse pubbliche mosse a suo detrimento. Facendo astrazione dal fatto che secondo la normativa sulla propaganda elettorale (in particolare l’art. 9 della Legge 4 aprile 1956, n. 212), è espressamente vietato recare disturbo ai comizi e non è ammesso il contraddittorio con gli avversari politici.
L’alterco sconclusionato tra i due ha dato vita a un autentico show tragicomico che, a memoria di molti, non si vedeva da diversi anni nella città federiciana.
«Sono sereno e nella legalità», ha ripetuto a più riprese Finizio, ignorando deliberatamente il fulcro della questione: non si contesta la procedura, che è assolutamente inoppugnabile, né la volontà di gestire in collaborazione con l’Ente cittadino la res publica, quanto piuttosto i modi e le tempistiche, che coincidono a ridosso delle consultazioni comunali, per di più con il diretto coinvolgimento di un candidato a sostegno del primo cittadino.
Con l’uscita di scena di Finizio, che ha incassato amaramente il colpo, Tutolo ha poi concluso chiedendo nuovamente che l’iter venga avviato con maggiore trasparenza e con termini più flessibili, così da accogliere il maggior numero possibile di richieste da parte di altri soggetti privati, evitando che chi si candida ad amministrare la cosa pubblica possa, al contempo, partecipare alla sua gestione, venendo meno il principio di obiettività.
Insomma, la “commediola” andata in scena ieri sera non è stata altro che un prologo, forse involontario e impulsivo ma piuttosto eloquente, di questa nuova campagna elettorale. Un assaggio del clima che si respira e che, a giudicare dai toni, sembra destinato a irrigidirsi ulteriormente nei prossimi quaranta giorni.
