Il conferimento del Premio Eccellenza 2026 al sindaco di Lucera Giuseppe Pitta, ricevuto presso la Camera dei Deputati, diventa occasione di confronto politico sul rapporto tra riconoscimenti istituzionali, valorizzazione del patrimonio storico e risultati concreti per la città. A intervenire è il movimento politico Orizzonte Futuri, che attraverso un articolato comunicato stampa mette in discussione la corrispondenza tra le motivazioni del premio e lo stato attuale del territorio.
Al centro della presa di posizione figurano diverse questioni amministrative: dalla gestione dei beni culturali e degli spazi pubblici alla perdita di opportunità di finanziamento, passando per i servizi alle famiglie e la tutela dell’identità storica di Lucera. Il movimento solleva inoltre interrogativi sulle dinamiche politiche che, a suo giudizio, avrebbero accompagnato il riconoscimento, chiedendo che alla visibilità istituzionale facciano seguito interventi tangibili per la comunità.
Di seguito, il comunicato integrale diffuso da Orizzonte Futuri, con le contestazioni rivolte all’amministrazione comunale e le richieste avanzate dal movimento.
«Qualche giorno fa, il sindaco di Lucera ha conseguito il “Premio Eccellenza 2026” presso la Camera dei Deputati. Secondo le motivazioni ufficiali, il riconoscimento gli è stato conferito per l’impegno istituzionale e la valorizzazione del patrimonio, richiamando la figura di Federico II di Svevia come simbolo identitario per tracciare una visione futura dello sviluppo del territorio e del rilancio del Mezzogiorno, con lo sguardo volto alle nuove generazioni.
Davanti a celebrazioni del genere, però, sorge spontanea una domanda: stiamo parlando davvero del nostro territorio? Tutte queste belle formule legate a questa onorificenza a cosa servono, se poi non trovano alcun riscontro concreto nella nostra realtà quotidiana? Dal punto di vista puramente informativo, le nostre ricerche permettono di inquadrare la natura di questo circuito di riconoscimenti. L’iniziativa è stata promossa dall’Onorevole Alessandro Caramiello (Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”) e dal vicepresidente della Camera dei Deputati Sergio Costa, entrambi esponenti del Movimento 5 Stelle, con la mediazione del Consigliere e Assessore locale Micki De Finis, anch’egli esponente dello stesso movimento. Si tratta di una rete che trova la sua sponda locale nell’organizzazione della presentazione del libro di Giuseppe Conte. L’obiettivo strategico di questa mobilitazione appare chiaro: utilizzare la vetrina istituzionale per blindare le alleanze politiche e coltivare il consenso sul territorio in vista delle prossime scadenze elettorali, anteponendo le logiche di partito ai reali bisogni della nostra comunità. Ecco perché, nella seconda giunta Pitta, la figura del giornalista De Finis è saltata fuori come un “coniglio dal cilindro” di un mago: una strategia che oggi riusciamo finalmente a decodificare e che non appare più opaca e contraddittoria come si poteva pensare, bensì come un preciso punto di riferimento per un futuro politico e strategico ben pianificato. Appare evidente, dunque, come la gestione di questa onorificenza risponda a dinamiche di coordinamento e posizionamento all’interno di questa specifica filiera, piuttosto che configurarsi come un autonomo attestato di merito amministrativo.
Questo impianto stride fortemente con la realtà che, come movimento, abbiamo documentato sul territorio in questi mesi, portando alla luce una serie di gravi criticità. Sul piano della trasparenza e della gestione interna, pesano la mancanza di trasparenza nell’assegnazione di incarichi diretti per gli eventi estivi tenutisi all’Anfiteatro e alla Fortezza Svevo-Angioina, nonché l’immobilismo della Giunta sui beni confiscati alla mafia. Sul fronte dello sviluppo, assistiamo impotenti alla perdita di ingenti fondi per la riqualificazione di parchi e quartieri a causa di scadenze mancate, negligenze burocratiche degli uffici comunali o errori grossolani nelle domande, spesso presentate oltre il tetto massimo e prive di una bozza progettuale; a ciò si aggiunge il silenzio complice sull’avanzata dell’eolico selvaggio nel territorio lucerino. Anche i servizi alle famiglie risentono di questa approssimazione, come dimostra l’avvio in extremis e precario della refezione scolastica, gestita con continue proroghe trimestrali anziché con un bando pluriennale stabile. Il danno più grave, economico e turistico, resta tuttavia la cancellazione di Lucera dall’albo regionale delle Città d’Arte, causata dalle mancate risposte del Comune ai solleciti della Regione Puglia. Per mesi, durante la campagna elettorale, il Sindaco si è fatto portavoce di una “Lucera Capitale della Cultura” per la quale sono stati spesi ingenti fondi in eventi di breve durata. Ad oggi, queste iniziative hanno lasciato come unica traccia materiale una scia di bandierine rosa e il costoso totem con un’immagine spacciata per un ologramma di Federico II, i cui supporti tecnici, aggiornamenti e consumi energetici comportano costi esorbitanti, a fronte di investimenti pubblici invece ridotti al minimo per il nostro museo. Questo declino investe in pieno anche quel patrimonio storico che a Roma viene celebrato come “visione futura”: il Museo Civico Fiorelli versa in un grave stato di degrado – per il quale abbiamo comunque proposto un piano di rilancio –, la Biblioteca comunale è priva dei servizi essenziali legati alle sue funzioni, i Mosaici di San Giusto restano chiusi da tempo immemore e la Villa Comunale è stata ormai trasformata in un deserto di terra battuta e verde incolto.
Dopo aver analizzato questi passaggi, sorge spontanea una profonda riflessione: con queste operazioni di facciata, si rischia di veicolare un messaggio effimero per condizionare le menti dei cittadini, inducendoli a credere che un premio a Roma e una sbandierata “visione federiciana” corrispondano a quanto realmente realizzato dall’amministrazione Pitta in questi anni. Nel concreto, però, i fatti non trovano alcun riscontro. Anzi, è davvero grave che i destinatari di questo tipo di informazione vengano considerati come persone con “l’anello al naso”. La gente vive quotidianamente una realtà segnata da profondi disagi e non vede altro che manifestazioni pubbliche fini a se stesse. Manca del tutto un’azione concreta volta a sollevare le famiglie dal punto di vista economico, della trasparenza amministrativa e dell’erogazione dei servizi essenziali: tutti aspetti strettamente legati ai veri problemi della nostra città.
Quando le motivazioni del premio si tradurranno in fatti e non in passerelle, daremo volentieri il giusto merito all’amministrazione. Nel frattempo, consigliamo al Sindaco di non confondere i cittadini: al naso non portiamo l’anello dei creduloni, ma uno sfavillante piercing.
Movimento Politico Orizzonte Futuri
La Segreteria: Francesca Niro, Rosalia Nappa, Giada Montuori, Mario Forte
Consigliere Comunale: Francesco Aquilano»
