L’esperienza di Stornara al secondo incontro di “Rururbe” all’Università di Foggia

Giancarla Dimarco di StornaraLife APS ha partecipato al Laboratorio di comunità e paesaggi della Capitanata

“Paesaggi antichi e moderni, tra trasformazioni e conflitti”: è stato questo il tema del secondo incontro di “Rururbe”, promosso e organizzato dall’Università di Foggia, in collaborazione con Università Iusv di Venezia (Dipartimento di Culture del Progetto), Politecnico di Bari e Trawellit.

Sono stati tanti gli interessanti interventi che si sono susseguiti sull’argomento, nella giornata di ieri, dalla mattina sino al tardo pomeriggio. I professori universitari delle Università di Bari e Foggia si sono soffermati soprattutto sui cambiamenti che la transizione ecologica imposta dall’Europa sta provocando sul paesaggio.

Pale eoliche e impianti fotovoltaici si ergono maestosi nei terreni agricoli della nostra Capitanata: sono stati analizzati nei dettagli soprattutto gli aspetti negativi legati all’utilizzo ormai generalizzato di tali strumenti “green”.

Secondo il punto di vista degli autorevoli relatori presenti all’incontro, quella del green sta diventando una retorica vera e propria, visto che i dati recenti “raccontano” una situazione impietosa, fatta di espropri agli agricoltori e il 49% di terre disboscate.

Si è parlato inoltre dell’impatto della presenza di pale eoliche e pannelli fotovoltaici sul paesaggio delle nostre campagne, oggi letteralmente invase da questi “giganti” dell’energia rinnovabile.

Cambia il panorama, ma anche il senso di appartenenza da chi era abituato a scorgere ampi spazi di cielo e di terra. Sempre più spesso le decisioni vengono “prese dall’alto” ignorando le esigenze e le necessità di chi vive in un territorio.

Occorrerebbe invece una governance partecipativa all’insegna di equità, fiducia e trasparenza, che dia voce alle categorie direttamente interessate da tali provvedimenti.  

Altro argomento che è stato preso in considerazione è quello dell’acqua, attraverso un excursus a partire dalle bonifiche realizzate a partire dagli anni ’30 del secolo scorso. La realtà dei fatti è che i fiumi esistenti in Capitanata sono stati sempre canalizzati per favorire l’agricoltura intensiva.

Un tema delicato affrontato durante l’incontro è stato quello dei braccianti agricoli e dei lavoratori stranieri che in Capitanata vengono sfruttati e costretti a vivere nei ghetti, insediamenti urbani che pure cambiano paesaggi e panorami del nostro territorio.

I relatori hanno insistito sulla necessità di progettare per far tornare a vivere i borghi.

L’ultima parte (non meno interessante) del convegno è stata riservata alla testimonianza di chi si batte concretamente per contrastare il degrado ad ogni livello. Si è parlato quindi di integrazione attiva tra i residenti locali e gli stranieri, di rigenerazione urbana.

A tale proposito Giancarla Dimarco, dell’associazione Stornara Life, ha presentato ai presenti il progetto del Festival di street art “Stramurales”, partito dal “basso”, da un gruppo di cittadini che non si sono arresi all’idea di vivere rinunciando alla bellezza.

Il Festival “Stramurales” e le iniziative dei StornaraLife APS hanno di recente l’interesse di ricercatori e giornalisti che hanno esaltato nelle pagine della stampa internazionale questo “modello” virtuoso di arte e bellezza nato a Stornara.

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