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Storia della macelleria Brescia: il passato è custodito in una tagliata

Il piccolo negozio di quartiere resiste grazie alla nuova generazione

Foggia Reporter

Ci sono attività commerciali che hanno fatto la storia della città di Foggia, adeguandosi all’evoluzione dei tempi e ai cambi di rotta delle scelte politiche: la storia in questo caso, passa anche attraverso una buona lombata di cavallo che i nostri nonni acquistavano con l’acquolina in bocca presso la storica macelleria Brescia.

Vecchie foto di famiglia

QUANDO A FOGGIA C’ERANO I CAVALLI

C’è stato un tempo in cui a Foggia i cavalli erano il principale strumento di trasporto e quando passavano a miglior vita era proprio il capostipite della famiglia Brescia ad occuparsi del loro smaltimento, a tal punto che, la famiglia si era guadagnata l’appellativo di scorciacavall, coloro che si occupavano di seppellire l’animale ma, prima di farlo, spellavano la carcassa per recuperare pezzi di carne che avrebbero poi rivenduto a chi purtroppo viveva ai margini della società. La carne era venduta in cassoni di ghiaccio, veniva tagliata a listarelle fatte essiccare al sole, con cui veniva poi preparata la muscisca. Fu con il terremoto del 1948 e le relative conseguenze a livello cittadino che, l’ufficio preposto, impose di rivendere la carne solo con un’apposta autorizzazione. Fu il primo passo verso l’inizio di una lunga carriera nel settore del commercio carni per la famiglia Brescia.

L’APERTURA DELLA PRIMA MACELLERIA BRESCIA

La prima macelleria Brescia fu aperta Vico Viola n.8: si trattava di un negozio rudimentale, con la bilancia dotata di pesi e la carne che veniva macellata nelle stalle adiacenti. Il primo titolare non poteva certo immaginare quanti e quali spostamenti ed evoluzioni avrebbe subito la sua attività. “Nel corso del tempo – racconta ai nostri microfoni il signor Lilino Brescia, oggi testimone del tempo che fu – il pubblico cominciò ad apprezzare la carne di cavallo; in quel tempo esisteva una divisione ben precisa tra chi rivendeva carni generiche e chi rivendeva carne di cavallo, così noi diventammo in certo senso degli specialisti del settore”. Il nome Brescia infatti è diventato storicamente legato alla carne equina.

Negli anni ’50 i tempi erano diversi e si cresceva in fretta: “Mentre il commercio incrementava, mio padre decise di acquistare con cambiali la mia prima macelleria; fu un modo per rendermi responsabile quello di incaricarmi di ripagare i debiti. Fu la prima esperienza via Marchese De Rosa a farmi maturare e a farmi entrare a piene mani in questo lavoro, così da iniziare ad amare anche il tipo di carne che vendevamo”. Ma il destino di Lilino non si sarebbe compiuto in questa prima macelleria: dopo il servizio militare che lo costrinse a lasciare il punto vendita nelle mani di suo fratello, al suo ritorno la sua famiglia decise di aprire una nuova in via Rosati, dove, grazie alla sua nuova maturità ma anche grazie alla conoscenza del settore e alle sue abilità di commerciante, consacrò definitivamente la sua carriera come macellaio di carni equine.

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TRA NORMATIVE E MODE: L’EVOLUZIONE DELLA MACELLERIA BRESCIA

Gli affari della macellaria hanno vissuto momenti alterni – racconta Lilino – in primis a seconda del luogo in cui i locali erano collacati, cioè vicino ai mercati generali dell’epoca, poi anche grazie ad alcune decisioni politiche come il piano urbanistico commerciale che,a seconda delle scelte, ha favorito o messo in difficoltà noi commerciati”. Ma a prescindere da questi eventi esterni, la bravura e la qualità delle carni hanno contribuito a legare il nome Brescia al meglio delle carni locali. “Ho sempre seguito il consiglio di mio padre nella scelta delle materie prime da rinvedere –confessa Lilino – sceglievo quello che il mercato aveva di meglio da offrire, mai di meno. Il cliente avrebbe potuto trovare lo stesso prodotto anche altrove, ma mai di meglio.”

Non bisogna poi dimenticare il periodo di negoziati per l’ingresso dell’Italia nell’Unione Europea che ha apportato alcune novità anche nel settore: “Ho sempre pensato che questo ingresso nell’Unione Europea non è mai stato facile dato che ogni paese ha le sue abitudini e la sua tradizioni anche nel settore commerciale: nel mio caso ad esempio, siamo passati dall’essere uno dei pochi che rivendeva carne equina ad essere uno dei tanti; la verità è che la carne equina iniziò a scarseggiare e ci siamo ritrovati ad importare dai paesi dell’Est.” Ma la nostalgia di Lilino Brescia non si ferma qui: “Sicuramente con tutti questi cambiamenti è finita l’era del piccolo negozio di quartiere a cui sono legati tutti i miei ricordi; prima ci si sentiva più gratificati nel proprio lavoro e anche nel rapporto con il cliente, oggi l’evoluzione ha soppresso tutto questo.

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I RICORDI PIU’ VIVIDI: L’AVVENTO DELL’ELETTRICITA’ E LA CRISI DELLA MUCCA PAZZA

Quando chiedo a Lilino Brescia di raccontarmi i suoi ricordi più cari è come fare un salto indietro nel passato: “L’emozione più grande che ricordo fu l’impatto con il frigorifero elettrico nella mia nuova macelleria in via Marchese De Rosa : non sarei più dovuto andare alla ghiacceria e poi finalmente stavo realizzando un negozio “lussuoso” per quelli che erano i tempi con due celle frigorifere e la guidovia per spostare le mezzene”. E ancora, Lilino ha vissuto anche un’altra grande soddisfazione: “Sono riuscito a comprare il locale in cui ero in fitto, un grande orgoglio considerando il periodo e quello che significava essere il proprietario del posto in cui si lavora”.

Ma con Lilino abbiano rivussuto anche un’altra grande crisi che ha colpito l’Italia dell’epoca: l’avvento della mucca pazza. “Contrariamente a quello che si può pensare, abbiamo avuto un’impennata negli affari che è durata molto poco, lasciando alle sue spalle una grande desolazione poichè tutto il capitale equino locale è stato consumato per far fronte a questa emergenza. Con il passare del tempo poi, non solo non è stato più possibile tornare ad essere competivivi perchè il costo vivo dell’allevamento di un equino è superiore a quello delle altre specie animali, ma la stessa carne di cavallo ha perso appel fino ad essere consumata da clienti di nicchia rispetto alle altre tipologie”

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UNO SGUARDO AL FUTURO: LA TRADIZIONE CONTINUA

Nonostante battute d’arresto e momenti floridi, la storica macelleria Brescia ha ancora i battenti aperti grazie ai figli di Lilino che, con un buon maestro, hanno deciso di proseguire il lavoro paterno, offrendo agli abitanti di quartiere di via Rosati e di via Lucera una carne fresca e selezionata nonché la gentiliezza e la professionalità che non appartiene a nessuna generazione ma solo chi ama il proprio lavoro.