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La curiosa storia di ‘Lombardo’, il piroscafo di Garibaldi affondato alle Tremiti

dagiato sui fondali del Mediterraneo, il piroscafo era rimasto indisturbato per un secolo e mezzo

Nel 2005 fu ritrovato sui fondali di San Domino, pochi metri prima di Cala degli Inglesi, alle isole Tremiti, il piroscafo “Lombardo” di Giuseppe Garibaldi.

Adagiato sui fondali del Mediterraneo, il piroscafo era rimasto indisturbato per un secolo e mezzo. Il ritrovamento è stato fatto dallo storico e sommozzatore Pietro Faggioli. Il Lombardo è un’incredibile testimonianza storica, in fin dei conti questa nave ha fatto l’Italia!

L’ultimo viaggio della nave dei garibaldini fu ill 12 maggio del 1864; all’epoca l’imbarcazione serviva per trasportare i detenuti da e per il continente. Prima di svolgere questa mansione, Lombardo ha vissuto una delle pagine di storia più affascinanti per la nostra nazione, nel 1860, infatti, trasportò i garibaldini nella celebre Spedizione dei Mille.

Insieme all’altro piroscafo, Piemonte, questa famosa imbarcazione trasortò dal porto di Genova alle coste della Sicilia, più precisamente a Marsala, Garibaldi e i suoi uomini, pronti a conquistare l’Italia meridionale.

Il piroscafò sprofondò negli abissi del Mediterraneo quattro anni dopo aver sbarcato i garibaldini a Marsala. Il 3 marzo 1864 iniziò il suo ultimo viaggio: partito da Ancona con truppe destinate a Manfredonia e detenuti per le isole Tremiti, incappo’ in una secca dell’isola di San Domino la notte tra il 12 e il 13 marzo. Per sei giorni consecutivi si tentò  di salvare la nave ma il 19 marzo la forza del mare gli spezzò la chiglia e la fece colare a picco, consegnando il Lombardo agli abissi.

Secondo il mensile Focus, la nave sarebbe stata riconosciuta dalla ruota a pale, dal motore a biella e da altri particolari che la renderebbero praticamente inconfondibile, vista la vastissima letteratura prodotta sullo sbarco di Marsala e sui due piroscafi.

A bordo della nave ritrovata molto probabilmente viaggiavano alcuni ex garibaldini che avevano partecipato alla spedizione dei Mille, e che dopo lo scioglimento dell’esercito erano stati inviati alle Tremiti per liberare i detenuti politici dell’ex regno borbonico. Le Tremiti, all’epoca, erano utilizzate come prigioni, e si pensa che i garibaldini a mo’ di ambasciatori erano stati inviati per aggiornare i detenuti sulle sorti italiane.

Al ritorno dalle Tremiti, la nave diretta probabilmente al porto di Lesina, affondò poco dopo la partenza, ad un paio di miglia dalla costa.

Fonte: olivierilillo.it

 

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