FOGGIA- Il Comune di Foggia ha preso parte oggi al Tavolo tecnico sull’acquisizione di Iveco Group da parte di Tata Motors, convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e presieduto dal ministro Adolfo Urso. Erano presenti l’amministratore delegato di Iveco Group Olof Persson, l’amministratore delegato di Tata Motors Commercial Vehicles Girish Wagh, le Regioni interessate, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei territori che ospitano gli stabilimenti italiani del gruppo.
L’assessore alle Politiche del Lavoro Giulio De Santis era a Roma, mentre la sindaca Maria Aida Episcopo ha seguito i lavori in collegamento da Palazzo di Città. Insieme alla Regione Puglia, il Comune di Foggia ha ribadito il peso dello stabilimento FPT Industrial di Foggia, tra le principali realtà industriali pugliesi dopo il polo siderurgico di Taranto, presidio produttivo importante per il Mezzogiorno anche per la specificità delle lavorazioni e delle competenze tecnologiche acquisite.
Nel suo intervento Persson ha confermato gli investimenti previsti: ai 37 milioni di euro già impiegati per il trasferimento della produzione del motore F5 se ne aggiungeranno altri 15 nel 2026, all’interno di un piano complessivo da oltre 76 milioni destinato agli stabilimenti italiani.
“Sono segnali importanti, che confermano il valore dello stabilimento e delle persone che vi lavorano – commenta la sindaca Episcopo –. Però non possiamo accontentarci di difendere la produzione di oggi: la domanda che dobbiamo porci è quale ruolo industriale avrà Foggia tra dieci, quindici, vent’anni”.
Il Comune ha rimarcato la tipologia della produzione foggiana (lo stabilimento realizza motori a combustione interna, in gran parte diesel, per veicoli commerciali, trasporto professionale e applicazioni agricole e industriali): “Lo abbiamo ribadito chiaramente ai vertici di Tata – spiega l’assessore De Santis –. A Foggia non si costruiscono motori per le auto private, ma propulsori per mezzi da trasporto, veicoli commerciali e macchine da lavoro: in questi settori contano l’autonomia, la capacità di carico, la potenza, la continuità operativa e i costi di esercizio, e per questo serve una riflessione specifica”.
Da qui il tema della neutralità tecnologica. Le regole europee sulla decarbonizzazione fissano infatti obiettivi stringenti per le emissioni dei veicoli commerciali leggeri dal 2035 e percorsi differenziati per quelli pesanti; un quadro che impone di ragionare per tempo sul futuro degli stabilimenti specializzati in motori termici per uso professionale e industriale.
“La transizione ecologica è una sfida che condividiamo – prosegue De Santis – ma non crediamo che una sola tecnologia possa rispondere a tutte le esigenze della mobilità e del trasporto. Neutralità tecnologica vuol dire puntare su tutto ciò che riduce davvero le emissioni, quindi elettrificazione, idrogeno, carburanti rinnovabili e motori a combustione di nuova generazione. Per i mezzi commerciali e industriali, che lavorano in condizioni molto diverse da quelle di un’auto privata, questo principio conta ancora di più”
Il Comune ha espresso sostegno all’azione del Governo in sede europea per il riconoscimento della neutralità tecnologica e ritiene necessario costruire un percorso comune con la Regione Puglia, le altre Regioni coinvolte, i parlamentari europei italiani e le istituzioni comunitarie. L’obiettivo è una politica industriale che riduca le emissioni senza sacrificare produzioni, competenze e posti di lavoro, e senza indebolire la manifattura italiana.
“Non si tratta di scegliere tra ambiente e lavoro – aggiunge l’assessore – ma di fare della sostenibilità un’occasione di innovazione industriale. Per questo abbiamo chiesto a Tata di occuparsi in modo specifico del futuro dello stabilimento di Foggia, con nuovi prodotti, nuove tecnologie e nuovi investimenti che lo mantengano competitivo nel medio e lungo periodo”
Da parte sua, Girish Wagh ha confermato gli impegni per la continuità industriale e occupazionale. Ha ricordato che l’Italia è centrale nella strategia del gruppo e che l’acquisizione guarda a un orizzonte lungo, oltre i due anni coperti dalle garanzie non finanziarie previste dagli accordi. Wagh ha anche richiamato il valore delle competenze tecnologiche italiane, degli stabilimenti e della filiera dei fornitori, e le opportunità che potranno nascere dall’integrazione tra i due gruppi.
“Sono rassicurazioni che accogliamo con favore – commenta De Santis – ma adesso devono tradursi, passo dopo passo, in un piano industriale vero, con investimenti verificabili, nuove produzioni e prospettive occupazionali stabili. Le garanzie dei prossimi anni sono un punto di partenza, non un traguardo”
L’Amministrazione ha poi richiamato l’importanza del dialogo con i sindacati e dei tavoli territoriali già attivi a Foggia, ai quali siedono le rappresentanze dello stabilimento. Proprio in vista dell’incontro di oggi, il Comune aveva riunito le organizzazioni dei lavoratori per raccogliere osservazioni e preoccupazioni sul futuro del sito. Palazzo di Città continuerà a seguire l’operazione in raccordo con Regione, sindacati, Governo e azienda, perché agli impegni presi seguano risultati concreti per il territorio.
“Foggia non chiede soltanto di conservare ciò che ha – conclude la Sindaca Episcopo –. Vuole avere un ruolo attivo nel futuro industriale del gruppo. Abbiamo uno stabilimento, competenze e una lunga storia produttiva, ed è un patrimonio da far crescere. Sosterremo ogni iniziativa che permetta a Foggia di continuare a produrre, innovare e creare lavoro anche nei prossimi decenni”.
