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Imprenditore di San Severo scrive al Presidente Mattarella: “Il mio calvario a causa della Mafia Bianca”

San Severo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un imprenditore della Capitanata, Dario Antonio Montagano, rivolta al Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.

“Eccellentissimo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mi chiamo Dario Antonio Montagano, imprenditore di San Severo, una bellissima città del”Tavoliere delle Puglie”.

Mi rivolgo a Lei come persona per bene che rappresenta il Popolo italiano. Signor Presidente, confido in Lei e mi affido alla Sua magnanimità e indiscussa umanità,nel chiedere un Suo Autorevole intervento per sanare il marcio che flagella da tempo il nostro Sud.

Lei Signor Presidente, è un esempio importante di coinvolgimento e sensibilità che potrebbe mettere fine ad u na piaga dominante nel nostro Paese: la “Mafia bianca”, che ha preteso dal sottoscritto e dalla mia famiglia 20mila euro mensili per lavorare tranquillo; al mio deciso “No al pizzo” , ha “aggiustato le carte processuali” per procedere all’arresto del sottoscritto e dell’intera famiglia.

Per giorni la stampa ci ha descritti delinquenti responsabili di avere inquinato le terre della Capitanata; sui social qualcuno ci augura la morte alla pari di chi muore per “tumore”.

Siamo una famiglia cattolica, credente e devoti alla Madonna Maria S.S. Del Soccorso, proclamata da secoli “Protettrice dei campi”; Sig. Presidente, la Veneranda Madre ha nella mano una spiga di grano e ramoscelli di olive e uve; mai avremmo potuto inquinare le terre della Capitanata e fare un torto alla Nostra Amata Madonna, a cui giungono da ogni luogo per Venerarla alla Sua Festa Patronale.

Da oltre 40 anni io e la mia famiglia, senza limiti di orari, senza festività e festivi, diamo l’anima nella gestione delle aziende; tutti i nostri guadagni sono sempre stati reinvestiti per far crescere il benessere e il tessuto economico della nostra Terra. Non ci piace la bella vita. Viviamo”divertendoci” con il lavoro e dando lavoro.

Tra le attività produttive primeggia l’azienda Agroindustriale “ENOAGRIMM IMPORT EXPORT SRL”, con sede in San Severo, che trasforma e commercializza da anni prodotti agricoli della Capitanata, con cinque opifici dislocati nel territorio dell’Alto Tavoliere.

L’azienda ha ottenuto riconoscimenti mondiali per la qualità dei vini che produce, tra cui due “medaglie oro” e una “medaglia argento”, ritirate sul podio della “World Bulk Wine Exhibition” tenutasi in Olanda, il 22 ottobre u.s., in occasione della “Fiera Mondiale” del vino alla rinfusa; ottenere ben Tre riconoscimenti nella stessa competizione,per la qualità vinicola prodotta nella nostra terra, vini esportati alla rinfusa in tutto il mondo a mezzo navi-cisterne e ferro-cisterne,in una competizione mondiale, significa portare visibilità e valore aggiunto ai prodotti d’Italia.

All’attività agro-industriale e turistico alberghiera ho affiancato, dal 2007, l’attività di compostaggio in Lucera, con la produzione di compost, “concime organico”che vendiamo agli stessi agricoltori conferitori di uve, olive e grano; con le aziende siamo orgogliosi di dare lavoro a tempo indeterminato, da anni, ad oltre 100 capi famiglia ed a tempo determinato oltre 600 tra dipendenti e indotto, oltre al valore aggiunto che le nostre attività portano ai numerosi territori dove siamo presenti.

Signor Presidente, sono stato sempre consapevole che le attività di impresa ci avrebbero esposto all’ attenzione delle piaghe che penalizzano noi imprenditori del Sud: la “malavita locale”, che ho sempre combattuto con ostinazione, alla quale non mi sono mai sottomesso neanche quando si faceva avanti con metodi duri e con “spari di arma da fuoco”, ostinazione che ha portato all’arresto degli estorsori , da me denunciati.

Ma quella che temo è l’altra piaga, che aggredisce silenziosamente le imprese e lo “spirito di fare impresa”: la”Mafia bianca“,composta da alcuni Funzionari di Polizia Giudiziaria, e che , per le mie vicissitudini, ritengo sia la più pericolosa; una mafia diversa da quella tradizionale, che corrode l’ambiente sociale e le vite di chi la subisce con prepotenza e reticenza, si nutre di concussione e attacca i punti vitali delle imprese.

Un cancro che ha libero accesso nei tribunali, nelle procure, negli uffici istituzionali, controllando documenti e pilotando funzionari delle forze dell’ordine, periti giudiziari, ecc., per lasciar vedere quello che si vuole far vedere: la “Mafia bianca” che spazza via la Verità con il suo tanfo di corruzione, imponendo sempre e solo la sua Verità “legalizzata”.

Non avrei mai voluto scrivere queste parole perché tanti servitori dello Stato appartenenti alla stessa P.G. sono persone perbene, ai quali ripongo la mia stima.

La certezza che la “Mafia bianca” dal 2007 perseguita il sottoscritto e le aziende di famiglia, rei di non esserci piegati alla richiesta del “pizzo” , ha avuto conferma il giorno 3 marzo u.s. allorquando alle prime luci dell’alba, con l’ausilio di ben 100 finanzieri, provenienti da ogni parte d’Italia , è stato sottoposto all’umiliazione degli arresti l’intero mio “nucleo familiare”.

L’accusa: “traffico illecito di rifiuti“; arresto concluso, con il sequestro di tutti i beni il cui valore supera di 6/7 volte il valore invocato dal Tribunale di Bari come presunto importo da recuperare, perché il concime prodotto, a dire della stessa P.G., non è “buono”, e doveva andare in discarica!

Una garanzia, richiesta dallo Stato, fino all’esito del processo per le presunte accuse, garanzia che poteva essere coperta già con il valore della stessa azienda Maia Rigenera srl di Lucera produttrice di compost!

Ben tre legali hanno presentato al Tribunale di Bari diverse Istanze di dissequestro sull’eccessiva “Aggressione patrimoniale” alla mia famiglia. La Guardia di Finanza si è sempre opposta omettendo dati contabili, somme di denaro sequestrato,rogiti notarili; omettendo addirittura di elencare proprietà già poste sotto sequestro presso le Agenzie delle Entrate dalla stessa P.G.!

Non è certamente questa la sede per dimostrare la mala fede della Guardia di Finanza nelle omissioni dopo gli arresti e le motivazioni “fantasiose”, che hanno portato alla restrizione tutta la famiglia Montagano, sulla qualità del concime prodotto dall’azienda di Lucera , che offendono anche la dignità di centinaia di agricoltori che per anni hanno ritirato e pagato il “concime organico”, distribuito con spandi concime e non interrandolo come ha scritto la P.G., ottenendo, tra altro,”ottimi risultati agronomici”.

Voglio solo farle presente che per giorni le testate giornalistiche hanno cancellato quello che di buono abbiamo fatto al territorio in due generazioni di sacrificio e dedizione al territorio, e descritto la famiglia Montagano come imprenditori delinquenti dediti al “traffico illecito di rifiuti”, con sversamento nelle terre della Capitanata di ben 240 mila tonnellata dirifiuti non pericolosi“, prodotti nell’azienda di Lucera.

Accuse supportate anche in questa fase, ed in perfetta mala fede della stessa P.G., con analisi difformi e risultanze di solo due camionate di concime organico in confronto ad un quantitativo prodotto di oltre 240 mila tonnellate,in 7 anni di attività; a loro dire tutto il concime prodotto e venduto agli agricoltori è ” compost fuori specifica” da portare in “discarica”.

Eppure la stessa P.G., dal 2007 , con l’ausilio di centinaia di Funzionari appartenenti all’ARPA, NOE e DDA, pagati dai contribuenti,haverificato l’esistenza dell’impianto di compostaggio di Lucera posto sotto accusa, costato milioni di euro; le spese sostenute per la lavorazione della “raccolta differenziata”; l’acquisto di legno vergine per migliorare ancora di più la qualità del concime, la presenza , in tre turni lavorativi, di 50 operai oltre ai dipendenti e personale dell’indotto, tutti dediti a trasformare la “raccolta differenziata” proveniente dai comuni, in ottimo “concime organico”.

E’ lecito chiedersi, in tutti questi anni d’indagini, dov’era la P.G. che oggi afferma il concime non buono, dichiarandolo “rifiuto non pericoloso“?

Sig. Presidente ho piena fiducia nella giustizia sana e quella che si legge in tutte le aule dei Tribunali: “La legge è uguale per tutti“. Ho presentato denuncia, per il tramite del mio legale, alla Procura competente anche questa volta e sono certo di ottenere ancora Giustizia.

Nel nostro Sud il potere della “Mafia bianca” è catastrofico. Non sono nuovo a questi episodi conclusi in altre occasioni, nei confronti della medesima “mafia bianca”, con il rinvio a giudizio di un altro “Tenente Colonello” di P.G. denunciato dal sottoscritto perché voleva il “pizzo”; forse anche per questo affronto hanno punito in modo esemplare tutta la mia famiglia.

Sono ormai frustrato ma non privo di fiducia nella Giustizia. Con coscienza credo che si possono ancora gettare le basi per una vera rivoluzione che abbatta questo stato di cose, che darà ancora una volta forza e coraggio di essere diversi dagli altri, per dare al sud l’occasione di mettersi al pari delle regioni settentrionali più ricche e sviluppate.

Infatti, Signor Presidente, nonostante tutto, ho ancora voglia di FARE. In data 4 maggio 2020 si sarebbe concretizzata una “Joint venture” per realizzare la “Cittadella Agroindustriale” su oltre 16 ettari posti nel comune di San Severo alla via Apricena, di cui si è in attesa di variante al PUG, ma sarà declinata a data da destinarsi: gli agricoltori perderanno grosse opportunità di sviluppo territoriale già dalla prossima raccolta.

La “Mafia bianca” con l’ennesima azione punitiva del 03 marzo u.s. ,ha provocato danni di ritardo soprattutto al territorio della Capitanata ed al territorio di Peschici, San Giovanni Rotondo ed al comune di Lavarone dove insistono le aziende di famiglia con in corso investimenti importanti.

Per questo ho voluto informare il Ministro di Grazie e Giustizia che deve mandare Ispettori presso la Procura di Bari e che, insieme al Ministro dell’Agricoltura devono dare forza alla mia denuncia.

Ho ritenuto informare anche il Prefetto perché, con questo abuso, si è persa l’opportunità di creare da subito altri posti di lavoro; ho voluto coinvolgere i Sindaci della Capitanata, e non solo, per il “grave danno economico” dovuto alla mancata realizzazione della “Cittadella agroindustriale” che avrebbe incrementato il benessere di tanti agricoltori locali; ed i Sindaci di Peschici, San Giovanni Rotondo e Lavarone (Trento) per il mancato investimento sul territorio di strutture alberghiere che sarebbe pervenuto con i proventi ottenuti con la realizzazione della “Cittadella Agroindustriale”.

Un investimento imponente a tutto vantaggio dell’occupazione, soprattutto per i numerosi agricoltori propensi a consegnare i loro prodotti all’azienda di famiglia e avere vantaggi economici superiori a quelli che offre la”concorrenza“.

Eh già…, Signor Presidente, proprio sul tema della “concorrenza”, come documentato nella denuncia in Procura,ho avuto l’ennesima certezza dell’attività della “Mafia bianca” e la scusante per gli ingredienti utilizzati dalla P.G., che non lasciano dubbi sulle compenetrazioni irregolari all’interno del tessuto Istituzionale che legalizza l’illegale e che stringe nella morsa le imprese che non si piegano al “pizzo”!

La certezza dell’illegalità si è avuto già con la Conferenza stampa del 3 marzo u.s. nell’ illustrare i particolari dell’operazione, la P.G. (volutamente?), come riportato con particolari minuziosi nella mia denuncia presentata in Procura, motivava l’arresto e l'”Aggressione Patrimoniale” alla mia famiglia,in prima analisi, ai presunti reati ambientali, per focalizzarsi poi sulla concorrenza”.

Infatti, tutte le testate giornalistiche il giorno 04.03.2020 riportavano testualmente …””L’Aggressione patrimoniale – hanno spiegato gli investigatori – consente di ristabilire le regole della concorrenza, perché queste aziende che non rispettavano le regole avevano quasi il monopolio del territorio a scapito di quelle oneste””.

Il sottoscritto è stato penalizzato perché da anni paga di più ai produttori di uve, grano e olive che vendono i prodotti di Capitanata all’azienda di famiglia.

L’ “Aggressione Patrimoniale” avveniva qualche tempo dopo che la ENOAGRIMM aveva comunicato ai propri agricoltori il successo delle attività aziendali ottenuto con la vendita all’estero dei prodotti trasformati: le medaglie “ORO” e”ARGENTO” conseguite a tutto vantaggio del prezzo delle uve da pagare;notizie scomode alla “concorrenza”!

Quindi la P.G. con le attività restrittive, ha voluto bloccare la crescita della Enoagrimm? A vantaggio di chi, della “concorrenza”?Dunque tutta questa aggressione alla mia famiglia e alle mie imprese per favorire la concorrenza?

Eppure l’art.41 della Costituzione, a proposito della concorrenza, trova impulso nella sua enunciazione e nella sua applicazione alla luce dell’art 81 e seguenti del Trattato che istituisce la Comunità Europea. Pure nel diritto dell’Unione europea è prefigurata un’economia aperta e in libera concorrenza.

La libertà d’impresa è anche ben delineata tra l’art. 41 e l’articolo 118 della Costituzione. E allora, dove sta il problema? Facendo mente locale, tutto mi torna CHIARO, collegando i fatti accaduti a fine ottobre u.s., nella città di San Severo e Torremaggiore, allorquando sono stati sversati, oltre 40 mila ettolitri di prodotti vinosi.

La notizia diffusa a livello Europeo creava rumore mediatico, in quanto si attribuiva l’atto vandalico alla “concorrenza sleale“; il tiro viene corretto quando la stampa inizia a parlare di uno sversamento provocato per incassare l’assicurazione e/o risparmiare l’imponente I.V.A. sul prodotto versato.

Notizia confermata dalla circostanza che l’area interessata allo sversamento avrebbe decimato le radici degli alberi d’oliva di un’area agricola ben più grande, e non quella che si nota tutt’ora; pochi metri quadrati di terreno con all’interno pochi alberi asfissiati con l’alcol contenuto in qualche centinaio di ettolitri di vino sversato!

Sig. Presidente gli imprenditori onesti vogliono la verità su tutto, anche sul presunto sversamento di vino che ha dato spunto alla “Mafia bianca” per creare problemi alle mie aziende. Dobbiamo sconfiggere questo cancro. La famiglia Montagano continuerà a FARE IMPRESA, nel migliore dei modi ed a TESTA ALTA. Si spera un Suo tempestivo intervento per fare emergere la verità.

Con Osservanza e certo di un Suo interessamento, porgo Cordiali Saluti.

Redazione

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