Il “Rione San Pio X”

A spasso per il quartiere San Pio X.

Foggia Reporter

Sono le 18, di un pomeriggio non molto caldo di mezza estate. Mi ritrovo a passeggiare nel quartiere denominato “Rione San Pio X”. Lungo il tragitto mi trovo davanti la piscina AS.SO.RI. che rappresenta uno snodo nevralgico e un punto di riferimento importante per lo sport dilettantistico e la riabilitazione delle persone diversamente abili. Un luogo dove la differenza è considerata una ricchezza. Si presenta con una struttura imponente esattamente come importante è il ruolo che svolge non solo per questo popoloso quartiere ma per l’intera città di Foggia.

Proseguo la mia passeggiata e giungo davanti la Chiesa di San Pio X, cuore del rione, polo di riferimento per le famiglie e i giovani del territorio. Guardandola dall’esterno, mi colpisce la numerosa presenza di persone intente a svolgere varie mansioni all’interno della stessa: dall’oratorio parrocchiale alla mensa per i poveri. Mi fermo a parlare con qualche anziano, che mi ha raccontato un po’ di storia.

La storia

Nel 1959 la GESCAL – Gestione Case Lavoratori, decise la donazione del suolo in località denominata “Pantanella” nell’attuale Rione S. Pio X, alla Diocesi di Foggia per la realizzazione del complesso parrocchiale S. Pio X. La donazione fu ratificata nel 1966. Nella Pasqua del 1959, l’allora Vescovo di Foggia mons. Paolo Carta, benedisse e pose la prima pietra del nuovo complesso parrocchiale. I lavori ebbero inizio in quello stesso anno. Nel 1960, nonostante la chiesa non fosse ancora costruita, Mons. Carta eresse la Parrocchia intitolandola a S. Pio X.

Il progetto originale della chiesa, che prevedeva la cupola sull’ area del presbiterio e il campanile staccato dalla chiesa, subì qualche modifica in itinere. A lavori terminati, la chiesa fu consegnata al rustico. Il parroco dell’epoca affidò al pittore Prof. Guido Grilli (https://www.foggiareporter.it/guido-grilli-foggia.html) la realizzazione del grande dipinto, su pannelli multistrato, che occupa l’intera parete dell’abside, raffigurante il Crocifisso, S. Pio X e la Chiesa, e delle vetrate istoriate. Ma nel 1967 Grilli morì improvvisamente, lasciando incompleto il grande dipinto.

Nel 1970 furono realizzate le quattro pale d’altare collocate simmetricamente nella navata, bassorilievi su cemento armato impastato con bronzo fuso, raffiguranti il rito del Battesimo, Gesù Maestro, il S. Cuore di Gesù e la Madonna del Rosario. Alla mancanza del campanile e delle campane si ovviò con l’installazione di un impianto elettronico suppletivo.

Oltre alla funzionalità e al decoro della chiesa, il parroco, lungo gli anni settanta, dovette rimediare all’insufficienza dei locali per lo svolgimento delle attività pastorali e di associazione. Nel rispetto del disegno originale, fu realizzata la sala teatro sull’area adiacente al presbiterio, sale dietro l’abside, due saloni per adunanze e attività catechistiche, sull’area del cortile antistante l’ufficio parrocchiale con relativo ampliamento del terrazzo della canonica. Più tardi fu recintato il cortile antistante i locali d’ufficio. Inoltre, il salone fu adibito, con la collaborazione del Comune di Foggia, a scuola materna.

Terminato il loro racconto, mi concedo affascinato dalla ricchezza e dalle potenzialità, soprattutto in termini di risorse umane, che questo quartiere periferico possiede e dona al territorio circostante e all’intera città.