Cultura e territorio

Il mistero della Eden V: la nave giapponese abbandonata sulle coste di Lesina

Sulle coste di Lesina, da tanto tempo, giace una nave da carico d’origine giapponese, la Eden V, uno dei relitti più discussi del Mediterraneo.

La nave, di 3119 tonnellate di stazza per 95 metri di lunghezza, si è incagliata dal 1988 sul fondale della spiaggia di Lesina Marina, in provincia di Foggia. Questa nave fu costruita in Giappone nel 1968 e la sua storia fa rabbrividire.

Intorno a questa nave e alla sua presenza presso le coste di Lesina Marina, a dodici miglia dalle isole Tremiti, aleggia, infatit, un’aura di mistero.

Le cause del suo arrivo nel Gargano sembrano essere sconosciute ma alcuni credono che in realtà la nave sia arrivata qui per abbandonare in modo sbrigativo del materiale tossico, si pensa radioattivo.

La prima volta che venne avvistata era il 16 dicembre 1988, alle ore 16:25. La nave giapponese battente bandiera maltese venne avvistata da un elicottero della Guardia costiera, incagliata lungo le coste di Lesina.

Il comandante Ubaldo Scarpati, allora responsabile della capitaneria di porto di Manfredonia, contattò via radio il comandante della Eden V, Hamad Bedaran, che non aveva lanciato il mayday e che rifiutava ogni forma di assistenza.

Successivamente Bedaran affermò di essersi avvicinato alla costa, dove la nave si era poi incagliata, per cercare riparo dalle pessime condizioni meteorologiche ma questa spiegazione non convinse molto.

Questa nave sospetta di inquinamento ambientale, è stata protagonista di un’interrogazione parlamentare di Legambiente. La nave dei misteri, per moltissimi anni, è stata al centro di numerosi dibattiti ai quali, però, sembra non si sia mai arrivati ad una vera conclusione.

Non si è mai saputo, infatti, cosa trasportasse realmente questa nave che risultò vuota e che, nel corso degli anni, è diventata solo un cumulo di lamiere arrugginite e uno strano simbolo rappresentativo delle coste di Lesina.

Un dossier del 2009 di Legambiente sugli affondamenti sospetti affermava che “attorno allo scafo, per un raggio di tre chilometri sul litorale, giacciono 23 barili arrugginiti e maleodoranti, rimossi dall’amministrazione provinciale di Foggia solo nel 2007, dopo un’interrogazione parlamentare di Legambiente.

Nel 2014 una gran parte del relitto è stata rimossa, lasciando arenato solo il fondo dello scafo. Nel 2018, dopo una sollecitazione dell’Unione Europea, il Comune di Lesina si è attivato ed ha convocato un tavolo tecnico, con rappresentanti della Regione Puglia e della Capitaneria di porto, per predisporre la rimozione del relitto dei misteri.

Il mistero, tuttavia, rimarrà sempre intorno a questa vecchia nave così curiosa e allo stesso tempo pericolosa.

Redazione

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