I precedenti a Foggia: da Ciliberti a Mongelli fino a Landella, quando i sindaci ritirarono le dimissioni

FOGGIA – Le dimissioni presentate da un sindaco non sempre portano alla fine anticipata della consiliatura. La storia politica di Foggia registra diversi precedenti di primi cittadini che, dopo aver aperto una crisi politica, hanno deciso di ritirare le proprie dimissioni entro i 20 giorni previsti dalla legge.

Il caso più recente è quello di Gianni Mongelli. Nel luglio 2012 rassegnò le dimissioni nel pieno di una difficile fase amministrativa, ma al sedicesimo giorno decise di fare marcia indietro e tornare alla guida del Comune.

Analogo epilogo ebbero le dimissioni di Franco Landella nel 2018. Il primo cittadino annunciò l’addio denunciando tensioni e «ricatti politici» all’interno della sua maggioranza, ma successivamente ritirò formalmente l’atto e riprese il proprio mandato.

Ancora prima, nel 2007, anche Orazio Ciliberti presentò le dimissioni dopo una seduta del Consiglio comunale conclusasi per mancanza del numero legale. In quel caso il sindaco ritirò l’atto poco prima che diventassero irrevocabili, spiegando che si erano ricreate le condizioni politiche per proseguire l’esperienza amministrativa.

Diverso, invece, il caso di Landella nel 2021: le dimissioni non furono ritirate e, decorso il termine previsto dalla legge, il Comune fu commissariato.

Alla luce di questi precedenti, anche la vicenda che coinvolge oggi la sindaca Maria Aida Episcopo potrebbe rientrare nella tradizione delle cosiddette “dimissioni politiche”, utilizzate per verificare la tenuta della maggioranza e aprire una fase di confronto tra i partiti. Saranno i prossimi venti giorni a chiarire se la crisi sfocerà in un ritiro dell’atto o in una conclusione anticipata della consiliatura.

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