Cultura e territorio

Herdonia, il passato non si dimentica: alla scoperta della “Pompei di Puglia”

L’area archeologica dell’antico insediamento di Herdonia (Ordona, FG), dove sono custoditi millenni di storia, non smette mai di stupire ed affascinare generazioni e generazioni.

Gruppo di curiosi, provenienti da Foggia e dintorni, in visita di uno dei centri più fiorenti d’Apulia, per svolgere una giornata all’insegna della riscoperta del sito archeologico di Herdonia e del suo Museo.
Crediti foto: Noemi Di Leva

Herdonia, soprannominata non a caso e non per errore la “Pompei di Puglia” non costituisce unicamente un sito archeologico di rilevanza archeologica e scientifica internazionale, bensì una tradizione storico-culturale, permeata nella catena generazionale gerarchica degli abitanti di Ordona, la cui trasmissione, tuttavia, non dev’essere “meccanica” ma, almeno in certa misura, consapevole e capace di sapiente critica costruttiva.

La tradizione è da sempre al cuore dell’identità del soggetto ed il suo misconoscimento toglie, per così dire, un “pezzo” al proprio consistere, un pezzo che per giunta sta all’origine.

Fare i conti con la tradizione non è perciò un’optional: vuol dire fare i conti con la propria storia familiare e di popolo e con l’humus simbolico che l’ha nutrita.

A fronte di millenni di storia custoditi sottoterra, Herdonia è uno dei più grandi siti archeologici italiani, a risultare privo della sovrapposizione di una città moderna.

Crediti foto: Noemi Di Leva

Questo dato favorisce di gran lunga la ricerca archeologica, permettendo in futuro agli archeologi di fare sempre nuove ricerche approfondite e più di ogni altra cosa a fare di Herdonia un “museo all’aperto”, grandiosa occasione di tutela e sviluppo per il territorio.

L’obiettivo è, infatti, la concreta realizzazione di un parco archeologico, il cui scopo sia la costante e progressiva ricostruzione dell’identità del territorio e della sua popolazione.

I parchi archeologici, nella fattispecie, per l’intrecciarsi delle tutele e delle competenze nel campo della valorizzazione e della gestione rappresentano un ottimo “banco di prova” per la collaborazione tra le istituzioni e tra pubblico e privato, che da più parti si sollecita, al fine di uscire dalla grave crisi in cui versa, in Italia, la cultura, prima ancora del patrimonio culturale.

Il sito di Ordona (FG) è annoverato tra quelli meglio conservati in Italia e al mondo: consente, pertanto, agli esperti di ripercorrere l’intera storia dell’insediamento, che localizzato nel Tavoliere delle Puglie, inizia dall’età Daunia sino alla fine del Medioevo.

Rovine dell’insediamento medievale di Herdonia, con i resti del castello-residenza di epoca federiciana. Sullo sfondo, invece, si erge dall’abitato cittadino odierno l’antico campanile della Tenuta gesuitica, risalente al 600′, visibile dagli scavi di Ordona.
Crediti foto: Noemi Di Leva

Ricostruire le vicende ambientali, storico, economiche di una città abbandonata non è affatto facile.

Il sito ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi una grande sfida per l’archeologia e sicuramente una delle più affascinanti, il che non fa altro che aumentare il prestigio di un sito archeologico così nevralgico.

Crediti foto: Noemi Di Leva

Riportare alla luce la città di Herdonia nella sua completa interezza è un sogno duro da realizzare, ma anche uno di quei sogni così ambiziosi e talmente appassionanti che se ci si darà da fare prima o poi, seppur tra duecento anni, alla fine si avvererà, allo scopo di responsabilmente restituire ad un’intera società il cuore pulsante di un passato maestoso, ma che allo stesso tempo risulta molto difficile da gestire e da preservare, richiedendo un dispiego di forze non indifferente.

Crediti foto: Noemi Di Leva

Herdonia richiede grande sforzo e molte attenzioni da parte non solo dalle autorità ma anche dalla comunità, che ad oggi fatica a portare il peso di un’eredità culturale talmente vasta.

Panoramica dell’intero insediamento romano della città di Herdonia: la città si estendeva su di una superficie di circa 20 ettari, circondata da una cinta muraria di 1980 m, avente la forma di una losanga allungata.
(Fotografia aerea – foto d’archivio)

Secondo gli studiosi si potrà riavviare la ricerca scientifico-archeologica proprio a partire da quella porzione di superficie che è stata già espropriata e che fin’ora non è mai stata oggetto di scavi. Senza alcun dubbio, essa sarà in grado di svelare importantissime e strabilianti sorprese al mondo accademico e non solo.

Antichi ruderi della città di Herdonia ad oggi visibili e sin’ora riportati alla luce, entro i confini dell’area indagata.
(fotografia aerea – foto d’archivio)

Già centro Daunio e greco, successivamente romano nel I secolo a.C., Herdonia divenne municipio romano svilluppandosi soprattutto tra il I e il III sec. d.C., a seguito della costruzione della celebre Via Traiana.

Ninfeo sulla Via Traiana.
Crediti foto: Noemi Di Leva

Gli innumerevoli ed incalcolabili rinvenimenti avvenuti nel territorio di Ordona, nel corso dell’ultimo secolo, hanno riaffermato la centralità di un centro storico-culturale italiano così importante, agli occhi della comunità locale e di Capitanata.

Esposizione temporanea presso il Museo Archeologico di Ordona, realizzata nell’ambito delle attività di restauro svolta dagli allievi dell’Istituto “A. Olivetti” di Orta Nova, sotto la supervisione di Nunzia Roccotelli, docente dello stesso Istituto.
(Crediti foto: Roberta De Blasis
Postproduzione foto: Noemi Di Leva)

Herdonia (Ordona), centro daunio nel fertilissimo Tavoliere pugliese, rientra tra i principali e più importanti insediamenti dauni, la cui un’estensione è di 600 ettari di superficie.

Museo Archeologico ad Ordona.
(Crediti foto: Roberta De Blasis
Postproduzione foto: Noemi Di Leva)

Ordona, occupata a partire dall’Età del Bronzo, con la sua necropoli ha restituito un numero imponente di tombe daunie, i cui corredi funerari permettono di seguire l’evoluzione stilistica della ceramica indigena dall’VIII sec. a.C. fino agli inizi del III sec. a.C..

Teche espositive realizzate da “Studio 3AF – architettura e design” con Antonia Volpone e Francesca Oliva, nell’ambito dell’inaugurazione della mostra intitolata “Pagine di Terra” (tenutasi presso il Museo Archeologico di Herdonia Giovedì 4 Luglio 2019) realizzata grazie alla preziosa collaborazione di Margherita Palladino, Responsabile dei servizi educativi del Museo, per l’impegno profuso durante tutte le fasi di allestimento.
(Crediti foto: Roberta De Blasis
Postproduzione foto: Noemi Di Leva)
Museo Archeologico di Herdonia.
Crediti foto: Noemi Di Leva
Esposizione degli inediti reperti provenienti dallo scavo del cantiere di “Italferr – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane”, eseguito nell’Aprile 2018 per lavori di costruzione del nuovo cavalcavia in corrispondenza della linea ferroviaria Foggia-Potenza che attraversa il territorio comunale di Ordona. L’esposizione della mostra “Pagine di Terra” è stata resa possibile grazie all’operato della Sindaca Serafina Stella e dell’Assessore ai Beni Culturali Francesco Gianfranco Papagno.
(Crediti foto: Roberta De Blasis
Postproduzione foto: Noemi Di Leva)

Il centro indigeno di Ordona, infatti, fu uno dei principali luoghi di produzione della ceramica geometrica daunia.

Esposizioni di ceramica geometrica daunia presso il Museo Archeologico ad Ordona.
Crediti foto: Noemi Di Leva

Essa comprendeva un ampio repertorio di forme e decorazioni: tazze, attingitoi, olle acrome e dipinte, brocche, ma soprattutto attingitoi, tra cui quelli con la tipica raffigurazione nella vasca del cosidetto “uccello herdonico”.

Attingitoio ordonese: antichissimo reperto in ceramica, da considerarsi simbolo della civiltà daunia herdoniana, adottato, per tale motivo, come simbolo del Museo Archeologico Herma di Ordona.
Questo reperto con la tipica ansa cornuta è, infatti, un vaso herdonico caratteristico ed esclusivo del luogo.
Foto d’archivio.

La storia di Herdonia è la storia un passato controverso, riemerso, ma a lungo ignorato, sepolto dal tempo e dall’incuria e ancora difficile da decifrare, le cui evidenze sono sotto la luce del Sole.

Un sito archeologico italiano importantissimo, ma che spesso per forza d’inerzia si tende ad ignorare, in quanto realtà storica italiana ancora scarsamente divulgata e a molti poco conosciuta.

Sito archeologico di Herdonia, in Estate.
Crediti foto: Noemi Di Leva

Testimone di un passato indelebile, che ci ha lasciato le tracce del suo antichissimo e sacrale vissuto, il territorio di Ordona lascia quasi inermi, tuttavia, i suoi pochissimi abitanti, di fronte alla esorbitante vastità del patrimonio archeologico ereditato, e sempre molto increduli i suoi visitatori.

Sito archeologico di Herdonia, in Primavera.
Crediti foto: Noemi Di Leva

Noemi Di Leva

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