Cultura e territorio

Michele ‘U sculer’: “le caprette del Gargano non discriminano e non hanno pregiudizi”

Gargano – Gli animali riescono a vivere pacificamente fra di loro, nonostante le loro evidenti diversità. E’ questo l’insegnamento che Michele Totaro con innata saggezza cerca di dare “ai suoi simili”, in un video postato sul suo profilo instagram, pagina ormai seguita da migliaia di followers.

Michele fa un’esempio molto elementare, eppure molto esaustivo e per farlo sfrutta a suo favore ancora una volta l’immenso ed incondizionato amore che ha per gli animali e per il suo lavoro, che lo vede sempre a contatto con loro.

Gli animali come sempre più degli umani sanno spiegarci l’amore, nella sua disarmante semplicità, come nessun altro uomo o donna riesca a fare. Amore che dovrebbe esistere soprattutto nella convivenza e nella condivisione tra le persone.

Per spiegare l’ombra insidiosa ed oscura del razzismo, Michele Totaro prende due delle sue simpatiche e tenere caprette del Gargano, figlie della stessa meravigliosa terra in cui lui stesso è nato e le stringe in un caloroso abbraccio.

Il pastore autoctono, spesso ingiustamente criticato, coglie così ancora una volta l’occasione per raccontarsi e dice: «Sapete quante volte mi hanno detto “Michele madònn tu a furia di stare con gli animali sei diventato peggio di loro!” Be’ forse non hanno tutti i torti, è la verità.

Però ci tenevo a spiegare a quelle persone una cosa e per farlo gli volevo fare un esempio un po’ stupido: vedete questi due capretti??! Questi sono tutti e due miei, sono nati qua e stanno crescendo insieme, uno è bianco e l’altro è nero, eppure condividono la stessa stalla, lo stesso cibo, giocano insieme e vivono la loro vita, sereni e tranquilli.

Non come fanno gli esseri umani, ecco! Quindi, volevo dire a quelle persone che… forse è megghj a ste’ p lanmel (forse è meglio stare con gli animali), è meglio essere un animale che una persona! Come questi due, a cui voglio bene.”

Il pastore in questo modo riesce pienamente ad esprimere, in tutta la sua spontaneità, quanto il comportamento adottato dagli animali con i loro simili si dimostri tante volte più corretto di quello che gli esseri umani detengano fra di loro e di quanto l’umanità abbia ancora tanto da apprendere dai buoni sentimenti che la natura animale ha da insegnarci.

E soprattutto che stare a contatto con gli animali non costituisca affatto motivo di vergogna, come molti vorrebbero far credere, ma anzi che a stare con gli animali si “rischia” di diventare persone migliori.

Noemi Di Leva

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