Cultura e territorio

Nel cuore di Foggia, in via Le Maestre, c’é un palazzo dei misteri

Foggia – Da un articolo dell’esperto della “Foggia segreta”, Carmine de Leo, pubblicato 19 giugno 2008, su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, scopriamo un’antica leggenda che aleggia tra i palazzi antichi del cuore della città vecchia.

Quella che vogliamo raccontarvi è la storia del suggestivo palazzo di via Le Maestre, testimone di vicende boccaccesche e di suicidi, un vero e proprio gioiello custodivo nel cuore del centro storico foggiano.

Si sa, le leggende ci affascinano da sempre, le antiche storie legate ai meravigliosi palazzi che puntellano le stradine del centro storico rendono ancora più suggestivo il viaggio nel cuore del capoluogo dauno.

Un vero autoctono foggiano non può non conoscere la storia del palazzo gentilizio di Via le Maestre, nel cuore del quartiere Cattedrale,.

All’inizio dell’antica Via Maestra di Sant’Angelo, si erge in un tratto molto poco illuminato di questa vecchia strada del centro storico di Foggia, un particolare e sicuramente misterioso edificio.

Il palazzo che ci troviamo davanti é uno dei più grandi del centro storico foggiano e conserva ancora oggi i suoi due piani. Leggiamo che questo antico palazzo, avvolto da un alone di mistero, nel corso della sua storia, appartenne a vari casati, tra cui si ricordano i Villani, i Trisorio, i Lignelli e, tra i più antichi proprietari, i Della Posta, duchi di Grottaminarda.

Durante gli anni, questo suggestivo palazzo ospitò spesso vari alti ufficiali dell’esercito con le loro bellissime mogli.

Tra le tante donne che varcarono l’ingresso del palazzo che tanto ci affascina vi fu la bella e giovanissima Silvia del Vasto, appartenente ad una delle più importanti casate gentilizie della Capitanata.

Nel palazzo di via Le Maestre, in un angusto ‘stanzino’ venne rilegata dal marito la bella e sedicenne Silvia. Un giorno la giovane, stanca della sua situazione, era riuscita a far pervenire segretamente la sua supplica rivolta al governatore della Regia Dogana di Foggia, lanciandola da una finestra posta sul retro del suo palazzo ad alcuni passanti, pregandoli di farla recapitare al governatore.

Daquesto testo scopriamo che il duca voleva far rinchiudere in convento la giovane moglie. Nei vari carteggi il duca viene spesso tratteggiato come una persona disperata, incapace di regolare i suoi affari. Si legge che volte non riuisciva persino ad alimentare sè e la moglie e, inoltre, era spesso vittima di minacce da parte dei suoi creditori.

Pare che in seguito a questa difficile situazione il duca sia impazzito e si sia poi suicidato buttandosi per le scale del palazzo, che da allora ha la fama di essere un edificio maledetto.

Proprio dopo la prima rampa di scale che partono dal piccolo cortile interno, nel ballatoio del mezzo piano, in un angolo, è possibile ammirare ancora oggi un grottesco mascherone che, secondo la leggenda foggiana, rappresenterebbe proprio la testa  pietrificata del duca.

Fonte: manganofoggia.it

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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