FOGGIA – Importanti ritrovamenti archeologici stanno emergendo nell’area dell’ex Distretto Militare di Foggia, dove sono in corso i lavori per la realizzazione del Polo Museale Giordaniano, finanziato con 7 milioni di euro attraverso il Cis Capitanata, e dello Studentato Adisu, sostenuto con 20 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione.
Durante gli interventi sono stati individuati ambienti ipogei riconducibili all’antico convento francescano fondato, secondo la tradizione, da San Francesco d’Assisi durante il suo passaggio in Puglia nel secondo decennio del Duecento. La scoperta potrebbe avere un valore storico, archeologico e religioso di straordinaria importanza. Secondo gli studiosi, infatti, proprio in questo convento avrebbe operato e sarebbe stato sepolto il Beato Giacomo d’Assisi, uno dei primi confratelli e amici più vicini a San Francesco, inviato a Foggia tra il 1215 e il 1217 come padre guardiano del convento francescano cittadino. E a Foggia il Beato 19 giugno 1230 morì.
La figura del Beato Giacomo è avvolta da un alone di mistero: la sua tomba non è mai stata ritrovata e nella tradizione francescana viene ricordato come il “Santo perduto”. “Sin dalle prime ricognizioni è apparso evidente che gli ambienti ipogei rinvenuti appartengano al nucleo originario del convento francescano”, spiegano gli studiosi impegnati nelle ricerche. A parlare delle nuove evidenze è stato anche Fra Simone Schiavone, esperto di archeologia cristiana e medievale, che segue gli studi promossi dall’associazione “Daunia in Italy”. “Non abbiamo la certezza che le evidenze ossee emerse appartengano al Beato Giacomo – ha precisato – ma sappiamo con certezza che il Distretto Militare insiste sul luogo occupato già nel 1217 dal primo convento francescano della città di Foggia e probabilmente di tutta la provincia”. Le fonti storiche raccontano inoltre che il Beato Giacomo avrebbe compiuto diversi miracoli, sia in vita sia dopo la morte, legati a fedeli di Foggia e Troia.
Gli studi archeologici proseguiranno nei prossimi mesi per approfondire natura e datazione degli ambienti rinvenuti e verificare la possibile presenza della sepoltura del confratello di San Francesco.
