Cultura e territorio

Foggia e i suoi piccoli sciuscià di una volta

Ricordate il famoso film di Vittorio De Sica “Sciuscià“? Questo termine nato a Napoli veniva usato anche a Foggia per indicare i piccoli lustrascarpe che lavoravano per strada.

Nei primi anni del dopoguerra erano moltissimi gli italiani, soprattutto i ragazzini, che svolgevano questo lavoro nelle grandi città statunitensi. Anche in Italia la “moda” dei sciuscià arrivò presto.

Sciuscià non è altro che la deformazione nel dialetto napoletano dell’originale termine inglese shoeshine (ovvero “lustrascarpe”).

La parola, oggi in disuso, stava ad indicare i bambini, di età compresa approssimativamente tra i 7 e i 10 anni, che vivevano arrangiandosi per le strade.

Ormai questo umile lavoro di una volta è considerato morto e appartiene all’Italia di tanto tempo fa, quella delle foto in bianco e nero e dei ricordi dei nostri nonni.

Nella foto che vedete sopra, del 1944, è ritratto un sciuscià intento a lustrare le scarpe di un soldato americano. Dietro si legge la scritta “Cicolella”. Ricordiamo che durante il secondo conflitto mondiale i soldati americani occuparono la città di Foggia.

Per le strade di Foggia vennero aperti numerosi club e le truppe americane trascorrevano intere serate a divertirsi tra musica chiacchiere, mentre la guerra continuava inesorabile e la gente di Foggia viveva nella paura. Di certo non potevano mancare i servizi dei lustrascarpe.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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