Cultura e territorio

Il culto di Maria Incoronata e l’intitolazione a Basilica Minore del Santuario

La grande affluenza di pellegrini, per loro grande venerazione e devozione di “Maria Vergine Incoronata”, presso il Santuario mariano situato nel cuore del Tavoliere delle Puglie, l'11 Marzo 1978 spingono papa Paolo VI, su richiesta di Mons. G.Lenotti, all'emanazione di una bolla pontificia, attraverso la quale si autorizzava l'intitolazione del Santuario dell'Incoronata a “Basilica”, questo dopo aver dapprima esaminato la storia del luogo, la sua sacralità e averne ponderato l'importanza.

A pochi chilometri da Foggia, da qualunque punto cardinale lo si guardi, è possibile scorgere, grazie al suo inconfondibile campanile, sempre alto sull’orizzonte del Tavoliere delle Puglie, il famosissimo Santuario dedicato a Dio e costruito in onore della “Beata Vergine Maria Madre di Dio Incoronata”, situato nella diocesi di Foggia.

Crediti foto: Noemi Di Leva

Al fine di dare riprova dell’accentuata centralità del culto mariano in Capitanata, papa Paolo VI, con bolla papale emanata l’11 Marzo 1978 a Roma, nel XV° del suo pontificato, assecondò la richiesta dell’allora Vescovo di Foggia, Mons. Giuseppe Lenotti, pervenutagli presso la Sede Apostolica, d’innalzare il prestigio e l’importanza del Santuario, da lui precedentemente già consacrato, ad un più illustre ed insigne titolo.

Fu così, dunque, che il 31 Maggio dello stesso anno, attraverso la solenne cerimonia celebrata dal Cardinale Pietro Parente, il Santuario dell’Incoronata venne elevato al titolo e all’onore di Basilica Minore e Pontificia.

Cardinale Pietro Parente durante l’omelia dell’intitolazione.

“Il titolo di Basilica”- secondo quanto pronunciato dallo stesso Cardinale durante l’omelia della proclamazione – “si addiceva bene a questo Santuario, perchè la parola Basilica di origine greca, significa «Reggia» e la Reggia conviene a Maria Incoronata Regina del cielo e della terra, partecipe della regalità di Cristo, suo figlio nostro Signore e Redentore”.

In occasione di quella storica giornata, numerosissimi furono i pellegrini, giunti anche da lontano, accorsi per assistere alla solennissima cerimonia compiuta in nome del Papa, che per l’enorme afflusso di persone, dovette svolgersi sull’ampio e suggestivo sagrato del Santuario, di Borgo Incoronata.

Celebrazione del 31 Maggio 1978 svolta sul sagrato presso il Santuario.

Dato l’ingente afflusso dei pellegrinaggi, venne riservato un’intero settore alle autorità civili e militari di Foggia e provincia.

31 Maggio 1978.

L’intera cerimonia venne, inoltre, ripresa in diretta da Telefoggia, canale di informazione locale.

Un vero «luogo dello spirito», dunque, che, così come si legge all’interno della bolla emanata dal papa Paolo VI, “da più di novecento anni è stato costantemente meta di più pellegrinaggi provenienti da ogni parte e fonte di molteplici favori spirituali, a molti elargiti, attirando, pertanto, una moltitudine di fedeli, che con esimia pietà e attestata devozione, onorano la Beatissima Vergine Maria.”

La Festa dell’apparizione della Madonna Incoronata che ricorre l’ultimo Sabato di Aprile di ogni anno, è preceduta da riti e liturgie particolarmente sentite e suggestive, in tutta la Provincia di Foggia.

La tradizione religiosa della “novena” cristiana, dedicata alla Madonna del Tavoliere delle Puglie, è una tradizione che si trascina da oramai molti secoli e che viene svolta in prossimità proprio della ricorrenza dell’apparizione mariana, avvenuta precisamente il 26 Aprile dell’anno 1001, nell’esatto punto in cui oggi sorge il Santuario “Madre di Dio Incoronata”, da cui appunto il borgo odierno (Borgo Incoronata) prende il nome.

Secondo un’antica e costante tradizione, infatti, proprio nel luogo in cui con eccezionale splendore la Madonna fece la sua apparizione, avvenuta sulla sommità di un albero nella folta foresta situata nei pressi del fiume Cervaro, venne eretta inizialmente una modesta cappella, che il nobile conte di Ariano, fece costruire in suo onore.

Crediti foto: Noemi Di Leva

Egli, dopo una giornata di caccia, assistette durante la notte ad uno strano chiarore proveniente da quella selva. Attratto da quella luce vivissima, attraversò la selva e giunse ai piedi di un albero, dove lì ad aspettarlo vi era una misteriosa Signora avvolta in un aura sfolgorante, che gli indicò una statua poggiata fra i rami di una quercia. Ella si annunciò affermando di essere la Madre di Dio e chiese al Conte di erigere lì una Chiesa:

«Voglio che qui sorga un Santuario in mio onore, senza ori ed ornamenti preziosi. Sarò io a renderlo celebre con le tante grazie che elargirò ai devoti che verranno ad onorarmi».

Il conte, ancora incredulo dell’accaduto, fece rientro al paese, ma dovette presto risolvere l’ostilità che nel frattempo era insorta tra i suoi due figli maschi, i quali, avendolo creduto morto, erano già intenti a contendersi la sua eredità, a seguito del suo inavvertito smarrimento nel bosco. A causa di questa equivoca supposizione, il Conte fece dimenticanza della missione affidatagli dalla Madonna.

Egli, dopo poco tempo si ammalò e a quel punto la Santissima Vergine gli apparve nuovamente, ma questa volta in sogno e gli fece grazia di guarigione, confidando in lui e nel mantenimento della sua parola nel far erigere finalmente un tempio religioso in suo onore, dove avrebbe elargito le grazie a tutti coloro che avrebbero pregato al cospetto della sua Statua, con cuore sincero.

Così, il conte di Ariano, di cui, tuttavia, non si conosce il nome, fece finalmente costruire una cappella in onore di Maria Incoronata. Successivamente, per accogliere un numero sempre crescente di devoti, la cappella fu presto ingrandita, diventando un Santuario famoso.

Crediti foto: Noemi Di Leva

In origine, la zona in cui la chiesetta venne eretta era percorsa da tratturi e strade su cui si muovevano mandriani, milizie, funzionari e mercanti.

Il luogo, pertanto, acquisì via via sempre di più la sua importanza e quel Santuarietto rurale dell’Incoronata attirò facilmente l’attenzione del mondo cristiano di allora.

La Chiesa mariana, infatti, venne ampliata, in particolare su consiglio dei pellegrini e delle comitive sempre più numerose che da Borgo Incoronata erano per lo più di passaggio, in quanto diretti al grande Santuario dell’Arcangelo Michele a Monte Sant’Angelo.

La nuova chiesa, ampliata, fu affidata ai monaci Basiliani, dopodichè nel 1139 il normanno Ruggero II la donò a San Guglielmo da Vercelli, che vi rimase fino alla sua morte.

Tuttavia, fu grazie all’operosità e dedizione riservata dai monaci cistercensi nei confronti dei pellegrini a fare del Santuario uno dei maggiori centri religiosi di Capitanata.

Basti pensare, che le sole celebrazioni legate alla Festa dell’apparizione mariana attirano ancora oggi, come ogni anno in Primavera, numerosissimi fedeli provenienti dalle vicine comunità, vedendo l’arrivo simultaneo di numerose comitive. L’afflusso, peraltro, non sempre facilita una diligente registrazione presso l’apposita segreteria dei pellegrinaggi.

I fedeli mariani, così come la tradizione vuole, si recano in pellegrinaggio presso il complesso del Santuario cattolico, isola di raccoglimento e bellezza, intitolato “Madre di Dio Incoronata”, per loro grande devozione e venerazione alla Madonna Nera, Beata Maria Vergine Incoronata, che ancora oggi, “col suo bel volto color nero, infonde un senso di mistero” (citando un verso della litania di Myriam Frisoli del 1976).

Crediti foto: Noemi Di Leva

Mentre la Basilica, nella sua peculiare conformazione, richiama le antiche abitazioni rurali ed i tipici trulli pugliesi, le basse costruzioni che a portico racchiudono il grande piazzale ricordano i tanto curati “tendoni” dell’uva, vera ricchezza di queste campagne.

Crediti foto: Noemi Di Leva

Il Santuario, che sorge a Borgo Incoronata, frazione della città di Foggia, con il suo alto campanile svettante sulla campagna, sembra proprio voler indicare il cielo azzurro e terso, tipico della piana del Tavoliere, in cui “l’aria è pura e dappertutto sorride la natura”, “in cui tutto è santo e il folto bosco è un incanto” (Frisoli ’76).

Per tutti i fedeli cristiani che riconoscono l’importanza del cristianesimo anche e soprattutto attraverso il secolare culto mariano, “Il Pellegrinaggio al Santuario”, rappresenta – così come amava affermare papa Paolo VI – “un richiamo materno di Maria all’incontro ed alla riconciliazione con Dio”.

Infatti, senza contare che già tutte le altre celebrazioni liturgiche che si effettuano durante l’anno richiamano di per sè fedeli da tutto il territorio, sono moltissimi i pellegrini, che seguono la tradizione antica legata al culto della Vergine e che non vedono l’ora che arrivino proprio i giorni che precedono ed anticipano la copiosa festività dell’apparizione di Maria Incoronata, ovvero quelli della novena cristiana.

La novena religiosa, difatti, prevede un periodo di preparazione spirituale, fortemente sentito da tutta la comunità religiosa locale, che, come di consuetudine, ogni anno, ha inizio precisamente 9 Sabati antecedenti al giorno in cui ricorre l’Apparizione di Maria, giorno in cui avviene la celebrazione liturgica della Festa della Madonna dell’Incoronata, che si esplica con la messa solenne, interamente dedicata alla venerazione di “Maria Madre di Dio Incoronata”, e che segue al pellegrinaggio.

La celebrazione rappresenta una preziosa occasione di fede per l’intera comunità, per vivere in comunione religiosa un’atmosfera di sentito raccoglimento e forte spiritualità.

Una tradizione antica cardine, dunque, quella delle venerazione di Maria Incoronata, che nel territorio di Capitanata riaccende luce e speranza nei cuori dei fedeli.

Noemi Di Leva

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