Cultura e territorio

Foggia, Sant’Alfonso Maria de Liguori e quell’episodio di levitazione che lasciò tutti senza parole

Foggia – Il 30 novembre del 1731, la città di Foggia fu sorpresa da un episodio unico che ancora oggi lascerebbe tutti senza parole. In quel lontano giorno di fine novembre, Sant’Alfonso Maria de Liguori, avvolto da un fascio di luce si sollevò da terra e iniziò a levitare davanti agli occhi attoniti di una folla di fedeli.

Sant’Alfonso Maria de Liguori, vescovo cattolico e compositore italiano, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore, autore di opere letterarie, teologiche e di celebri melodie, è una figura molto legata alla città di Foggia e alla sua storia.

Una delle vetrate della Cattedrale di Foggia e un quadro conservato al suo interno ritraggono proprio Sant’Alfonso menstre si libra in atteggiamento mistico, ricordando quell’episodio così particolare che lasciò tutti senza parole.

Come riportato dal Quotidiano di Foggia, Sant’Alfonso si era trasferito in Capitanata per portarvi conforto spirituale dopo che la stessa area era stata colpita dal terribile terremoto del 20 marzo 1731. Fu durante una delle sue appassionate prediche che ebbe luogo il famoso fenomeno della levitazione.

Vi proponiamo un racconto ad opera di Ettore Braglia, cultore e conoscitore di storia locale.

‘Rimase deluso e amareggiato da una causa patrocinata con grande dottrina a Napoli a Castel Capuano, le aveva vinte tutte, questa volta la perdette ed amareggiato e deluso lasciò la toga, abbandonò Napoli e si recò nella nostra provincia, prima ad Ischitella, poi a Foggia e Deliceto, per dedicarsi esclusivamente all’apostolato, alla fede. A soli diciassette anni divenne dottore in diritto civile e canonico.

Esercitò l’avvocatura per un decennio, ricevendo molto successo. Un giorno gli capitò una causa eccezionale, sollevava questioni di diritto feudale che investiva grandi interessi; era una contestazione circa un feudo, sorta tra il Granduca di Toscana e uno dei maggiori feudatari: il Principe Orsini. La perdette.

Quel giorno Alfonso uscì da Castel Capuano sede dei tribunali di Napoli per non tornarvi mai più. In quello stesso anno 1723, solo qualche mese prima, un evento memorabile era accaduto nella città di Napoli suscitando tanto eco in Italia e in Europa. Pietro Giannone figlio di un povero speziale di Ischitella aveva dato alle stampe il libro “La storia civile del regno di Napoli”, che poneva nel libro la gran meta rivoluzionaria del non lontano avvenire, non si salvarono nemmeno le credenze, le tradizioni più care al popolo, non erano che per Pietro Giannone delle formazioni culturali e professionali. Da Ischitella patria di Pietro Giannone, Sant’Alfonso passò e si fermò a Foggia nel convento della Chiesa delle Croci.

E a Foggia che davanti alla “Madonna misteriosa”, trovata secondo la tradizione, ravvolta in sette veli neri, quando Foggia non ancora esisteva e il gran piano era deserto e pieni di acquitrini. “Mentre Alfonso faceva la predica del patrocinio della Vergine ed animava il popolo a ricorrere con fiducia a Maria S.S., ecco comparire nell’ovale del tavolo il volto della Vergine”. Fu avvolto da un fascio di luce e visto levitare da terra da tutta la folla dei fedeli radunatasi nella chiesa per la predica.

Questa levitazione, della durata di un’ora, fu provocata dall’estasi nella contemplazione della tavola di Nostra Signora dell’Icona Vetere o Madonna dei Sette Veli, la più antica immagine della Vergine conservata nel capoluogo pugliese. Attestò egli stesso di averla vista quella giovinetta di tredici-quattordici anni, coperta di velo bianco, il sacro volto, non come dipinto, ma di donna vivente. Moltissimi altri episodi si potrebbero rievocare della sua permanenza nel Tavoliere e particolarmente a Deliceto nell’attuale Convento della Consolazione, dove l’Avvocato di Maria si fermò a lungo per soccorrere le miserie morali e materiali di quel paese.

Nella sua cella, che tutt’ora si conserva compose la famosa canzone natalizia “Tu scendi dalle stelle”, che tuttora dopo tanti decenni si canta in tutto il mondo cattolico. Fu beatificato nel 1816 e canonizzato nel 1839. Papa Pio IX lo proclamò dottore della Chiesa nel 1871 a soli 84 anni dalla morte, mentre Pio XII nel 1950 gli conferì il titolo di “celeste Patrono di tutti i confessori e moralisti”.

A tutt’oggi si calcola che le opere di Sant’Alfonso siano state tradotte in più di 70 lingue, e che abbiano avuto 21.000. Tra i componimenti musicali: Quanno nascette Ninno (da cui deriva “Tu scendi dalle stelle”, che tuttora dopo tanti decenni si canta in tutto il mondo cattolico).

Redazione

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