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Foggia, Regia Masseria Giardino: una delle dimore più belle di Federico II

Ecco l'antica e rupestre abitazione dell'Imperatore Federico II di Svevia

Foggia Reporter

Foggia – Forse non tutti sanno che la città pugliese nella quale l’imperatore Federico II di Svevia soggiornò più a lungo, apprezzandola e amandaola fino all’ultimo istante, fu proprio la nostra città, Foggia.

La nostra città fu scelta dall’imperatore per edificare il suo suntuoso palazzo, punto d’incontro di artisti e letterati. Di quella bellissima e antica residenza imperiale oggi rimangono pochissime testimonianze, ma sappiamo che all’epoca doveva costituire un importante esempio di architettura residenziale di età sveva.

Federico II amava molto la Capitanata, la considerava un luogo ideale per la caccia e per questo motivo fece costruire altre due dimore nei pressi di Foggia. La prima è Masseria Pantano, detta così perchè sorge in località Pantano (tra i quartieri Salice Nuovo, San Lorenzo ed Ordona Sud, lì dove si erge la chiesetta di San Lorenzo in Carmignano), l’altra la Regia Masseria Giardino.

In pochi sanno che un tempo questa masseria ospitò uno dei più grandi imperatori di sempre. Oggi vive in uno stato di totale abbandono ma un tempo era tra le dimore più belle e sontuose dello Stupor Mundi”.

All’immobile, ubicato a 12 km dal centro cittadino, in stato di completo degrado, sono annessi circa 500 ettari di terreno agricolo, il tutto di proprietà del Comune di Foggia. Ad oggi per Masseria Giardino è aperta una procedura di gara per la concessione dell’azienda agricola.

Ecco cosa aveva detto il sindaco di Foggia, Franco Landella, quest’estate, parlando della masseria federiciana: “Masseria Giardino, per la quale nel passato ci siamo concentrati solo sulla produzione di grano può abbracciare un’attività di sviluppo, la ristruttureremo, con una politica di recupero del lavoro agricolo non solo per lavoratori extracomunitari ma anche per tanti giovani svantaggiati”.

Quest’area dovrebbe essere soggetta di ad un’operazione di recupero ambientale, storico e soprattutto culturale.

Ci auguriamo che questo luogo così antico e importante per la storia della Capitanata, che potrebbe diventare persino un museo, torni a vivere, qualunque sia la sua sorte. Stiamo parlando in un luogo ricco di fascino, un patrimonio storico-agricolo, e che andrebbe valorizzato, non abbandonato a se stesso.



Fonti: bonculture.it