Foggia, orrori al Don Uva: il processo slitta a settembre. Pazienti e proprietà pronti a costituirsi parte civile

FOGGIA – Slitta al prossimo autunno il processo “New Life”, l’inchiesta shock sui presunti maltrattamenti all’interno dell’ex istituto ortofrenico di via Lucera a Foggia. L’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale dauno, Mario De Simone, è stata rinviata al 10 settembre 2026 a causa di un difetto di notifica.
Durante l’udienza, però, le parti hanno già scoperto le carte. I legali di alcuni dei 28 pazienti con gravi ritardi mentali (vittime delle violenze) e l’avvocato Giulio Treggiari, per conto del gruppo Telesforo-Vigilante (proprietario della struttura), hanno annunciato che si costituiranno parte civile. Sul fronte della difesa, invece, per un educatore professionale è già stato richiesto il rito abbreviato.

L’inchiesta era esplosa il 24 gennaio 2023 con un blitz dei Carabinieri che portò a ben 30 misure cautelari, tra cui 7 arresti in carcere e 8 ai domiciliari. Alla sbarra ci sono 19 OSS, 8 infermieri, 2 educatori (quasi tutti ex dipendenti di Universo Salute, licenziati dopo il blitz) e un addetto alle pulizie della Pulisan. Le accuse della Procura di Foggia sono pesantissime e si fondano sui filmati horror delle telecamere nascoste piazzate dai militari tra luglio e settembre 2022. I video immortalano i degenti mentre vengono sistematicamente umiliati, insultati e picchiati anche con scope, mestoli e deambulatori.
A peggiorare il quadro della Procura ci sono le accuse di sequestro di persona – i pazienti venivano chiusi a chiave nelle stanze durante i turni della notte – e tre episodi di violenza sessuale contestati a tre diversi operatori. Dal canto loro, i difensori degli imputati respingono la tesi delle violenze mirate a umiliare i malati. Secondo i legali si è trattato di condotte inappropriate ma nate in un contesto lavorativo d’emergenza, caratterizzato da una cronica carenza di personale, turni stressanti e dall’estrema difficoltà di gestire quotidiniamente decine di pazienti con gravissimi deficit psichici.

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